SFEF

2016/26

Le modifiche alla Direttiva “società madri e figlie” e la loro attuazione in Italia


Il processo di convergenza degli ordinamenti tributari nazionali verso regole condivise di contrasto alla erosione delle basi imponibili ed alla delocalizzazione dei profitti ha indotto gli Stati membri della UE a modificare la Direttiva “società madri e figlie”, per limitarne i benefici ai soli casi di effettiva doppia imposizione degli utili societari. L’Italia ha dato attuazione alla normativa comunitaria con l’articolo 26 della “legge europea 2015 – 2016”, estendendo il regime di esclusione da IRES alle remunerazioni dei finanziamenti “ibridi”, nella misura in cui la remunerazione non sia stata dedotta dal soggetto finanziato residente in Italia oppure dalla società figlia comunitaria, nonché disapplicando la ritenuta alla fonte sulle medesime remunerazioni se corrisposte a società madri estere; viene altresì prevista la repressione di eventuali abusi mediante la norma antielusiva generale. Per la complessità del contesto normativo in cui si inseriscono, le nuove disposizioni – che si applicano già alle remunerazioni corrisposte a partire dal 1° gennaio 2016 - presentano inevitabili problematiche interpretative.

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