SFEF

2018/35

Art Finance: un approccio sempre più olistico ai servizi


Considerando la crescente volatilità nei mercati finanziari globali e i bassi tassi d’interesse praticati, molti wealth manager hanno consigliato e consigliano ai propri clienti di diversificare in investimenti alternativi e in asset tangibili, quali le materie prime o l’arte – sempre più riconosciuta come asset class alternativa – o altri oggetti da collezione come: le armi, il vino, gli strumenti musicali, gli orologi, le macchine storiche. L’interessante tesi dottrinale sostenuta da Federici ritiene che “gli investimenti in arte classica potrebbero essere assimilati ai mercati obbligazionari, mentre quelli in opere d’arte moderna e contemporanea potrebbero essere paragonati a quelli azionari” .Per i collezionisti-investitori divengono rilevanti i fondi di investimento e la consultazione di particolari indici, come ad esempio il Mei Moses Art Index, indice acquistato nel 2016 dalla celebre casa d’asta Sotheby’s che misura e analizza le vendite ripetute, ossia le vendite dello stesso oggetto d’arte dal 1875 ad oggi, per tracciarne le variazioni di valore. L’indice concerne le vendite di circa 4.000 oggetti, divisi in otte categorie di oggetti da collezione. Tale indice consente di confrontare il rendimento dell’investimento in arte con quello in altre forme di investimento.

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