SFEF

2018/35

Imposta sostitutiva opzionale sui finanziamenti. Estensione del requisito soggettivo agli intermediari finanziari diversi dalle banche - Sentenza della Corte Costituzionale n. 242 del 24.10.2017


Con la sentenza in oggetto la Corte Costituzionale ha definitivamente stabilito che le agevolazioni per il settore del credito stabilite dagli articoli 15 e seguenti del d.P.R. n. 601/1973, concernenti l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti di durata contrattuale superiore a 18 mesi (aliquota ordinaria dello 0,25% da applicarsi sulle somme erogate o sugli affidamenti concessi), in luogo delle ordinarie imposte indirette altrimenti dovute su tutti gli atti, provvedimenti, contratti e formalità inerenti alle operazioni medesime, non possono essere riservati solo ai casi in cui le banche assumono il ruolo di imprese finanziatrici, bensì spettano di diritto anche ai finanziamenti concessi dagli altri intermediari finanziari, iscritti all’Albo di cui all’articolo 106 del d. lgs. n. 385/1993 (TUB), ai quali egualmente la legge riserva l’esercizio del credito. Il principio, ancorché riferito alla disciplina dell’imposta sostitutiva vigente nel 2007, prima di importanti modifiche, riveste assoluto rilievo e si pone nella stessa scia degli interventi legislativi che avevano già esteso il requisito soggettivo per l’accesso al regime di favore a diverse altre categorie di soggetti, nonché razionalizzato la disciplina trasformando l’imposta sostitutiva da tributo autonomo a tributo opzionale.

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