SFEF

2018/36

Il trattamento tributario dei bitcoin tra obblighi antiriciclaggio e monitoraggio fiscale


Il fenomeno consistente nella realizzazione di transazioni mediante l’utilizzo di valute virtuali rappresenti, ad oggi, una realtà in costante crescita, suscettibile di generare conseguenze certamente positive ma, al contempo, caratterizzata da una intrinseca “pericolosità” che, in assenza di una specifica regolamentazione, può essere sfruttata per il perseguimento di finalità illecite.

Sebbene siano stati adottati alcuni accorgimenti, sia a livello europeo, sia a livello nazionale, grazie soprattutto al recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio, sarebbe quanto mai opportuno che, allo stato attuale, il legislatore provvedesse ad una sistemazione organica del fenomeno anche, e soprattutto, sotto il profilo fiscale. Difatti, sebbene risulti senz’altro pregevole l’attività interpretativa svolta dall’Amministrazione finanziaria in occasione delle numerose istanze di interpello che, negli ultimi anni, sono state sottoposte al suo esame, tuttavia si ritiene che le conclusioni da essa raggiunte, in merito ad alcuni particolari aspetti, peraltro di estrema rilevanza, non possano essere condivise. La (presunta) equiparazione, fortemente sostenuta dall’Amministrazione, fra criptovalute e valute estere, per la verità, sembra priva di reale fondamento. Sarebbe opportuno che fosse realizzato un intervento legislativo in tal senso, attraverso l’introduzione di una norma “di interpretazione autentica” al fine di fugare definitivamente tutte le incertezze che, allo stato attuale, continuano a caratterizzare il fenomeno.

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