SFEF

2018/36

Il regime Iva dei servizi di consulenza finanziaria in materia di investimenti tra orientamenti comunitari e prassi interna


A seguito del recepimento in Italia della c.d. “Direttiva MiFID”, il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria ha ricondotto l’attività di “consulenza in materia di investimenti” nell’ambito dei servizi e delle attività di investimento “principali” , definendola come “la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative a strumenti finanziari.” Chiamata a pronunciarsi sul regime Iva applicabile a tale tipologia di attività, l’Agenzia delle entrate ha, in un primo momento, ritenuto che il servizio di consulenza in parola dovesse godere del regime di esenzione dall’imposta, ai sensi dell’art. 10, co. 1, n. 9, d.P.R. n. 633 del 1972. Tuttavia, a seguito dell’interpretazione – difforme – resa sul tema dai Giudici europei, la questione è stata sottoposta all’attenzione del Comitato Iva che, con il Working Paper n. 849 del 22 aprile 2015, ha fornito importanti chiarimenti cui l’Amministrazione finanziaria, con la Risoluzione n. 38/E del il 15 maggio 2018, ha inteso conformarsi, mutando il proprio precedente orientamento e giungendo a conclusioni condivisibili e aderenti alle posizioni espresse in ambito comunitario.

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