SFEF

2018/37

Il trattamento contabile di “repo strutturati a lungo termine” e il c.d. “caso Alexandria” della Banca Monte dei Paschi di Siena


Queste note si propongono di argomentare in merito al trattamento contabile di particolari operazioni strutturate di pronti contro termine di lunga durata poste in essere da alcune banche italiane, oltreché da banche estere, e solitamente proposte alle principali banche del nostro paese da banche di investimento internazionali. Si tratta di operazioni che hanno attirato una particolare attenzione anche da parte delle tre Autorità di vigilanza (Banca d’Italia, Consob, IVASS), oltreché da parte dell’Autorità giudiziaria. Le prime, inizialmente in sede di approfondimento “teorico” delle regole, si sono interrogate in merito al corretto inquadramento contabile, in mancanza di specifiche indicazioni all’interno dei principi contabili internazionali, senza peraltro, e direi comprensibilmente, giungere a fornire un rigido schema di riferimento. L’Autorità giudiziaria e la Consob hanno poi posto in particolare l’attenzione su come operazioni della specie sono state contabilizzate nei bilanci della Banca Monte dei Paschi di Siena e mi riferisco qui specificamente alla c.d. “Operazione Alexandria”.#Di seguito si cercherà dapprima di riassumere, ma in sintesi estrema, l’origine della vicenda Alexandria, che ha stimolato queste note, per poi astrarre dal citato caso e analizzare le operazioni della specie alla luce di regole contabili non specifiche, e in parte apparentemente contraddittorie.

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