SFEF

2018/37

L’imposta sul valore aggiunto nella gestione dei Non Performing Loans


Le regole dell’imposta sul valore aggiunto sono state scritte quando gli strumenti finanziari erano riconducibili a poche categorie tradizionali, e quindi era agevole classificare le operazioni e determinarne le basi di calcolo per l’assoggettamento al tributo.#Il sistema dell’IVA soffre inoltre della sua origine mercantile, appalesata nei fondamenti delle originarie direttive, che dichiaravano di avere come obiettivo l’equivalenza del carico fiscale sulle merci.#Da più di dieci anni la Commissione europea studia alternative per l’applicazione dell’IVA sulle attività finanziarie, ma al momento non esistono proposte definite.#Nel frattempo abbiamo assistito allo sviluppo impetuoso dei nuovi prodotti finanziari, dai contratti derivati alla cessione dei portafogli di Non Performing Loans (NPL). Per quest’ultimo prodotto finanziario hanno espresso la propria posizione sia la Corte di Giustizia, sia il Comitato IVA, organo rappresentativo degli Stati membri dell’Unione presso la Commissione europea.#Queste determinazioni hanno posto in evidenza alcune regole applicative del tributo, escludendo dall’imposta sul valore aggiunto il minor prezzo pagato per l’acquisto di un portafoglio di crediti non performing , nel caso – a nostro avviso esclusivo – in cui rifletta il valore economico dei crediti. A diverse conclusioni si perviene se venisse invece pattuito un corrispettivo specifico per la gestione del credito e l’assunzione del rischio di insolvenza.

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