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14/07/2014

Regime fiscale dei fondi di investimento alternativi


L’Agenzia delle entrate, con circolare n. 21/E del 10 luglio 2014, ha fornito importanti chiarimenti in relazione alla disciplina fiscale applicabile agli organismi d’investimento collettivo del risparmio (OICR) a seguito dell’emanazione del D. Lgs. n. 44 del 4-3-2014 che ha recepito la Direttiva comunitaria 2011/161/UE (c.d. Direttiva AIFM – Alternative Investment Fund Managers)) sui gestori dei fondi d’investimento alternativi (GEFIA).

Premessa
In estrema sintesi, i fondi d’investimento alternativi (FIA) sono fondi che raccolgono denaro da investitori per scopi di investimento ma che non hanno la necessità di ottenere l’ autorizzazione prevista dalla Direttiva UCITS IV come gli ordinari OICVM. I GEFIA, tra i quali sono comprese le SGR, in applicazione della Direttiva AIFM, possono istituire o gestire FIA in tutti i Paesi UE senza particolari vincoli, utilizzando il c.d. passaporto del gestore, e senza che vi sia l’esigenza di costituire una sede fissa nel Paese dove è stato istituito il fondo alternativo. Pertanto, se una SGR desidera istituire un fondo alternativo in uno Stato UE ha soltanto l’onere di farsi rilasciare l’autorizzazione dalle autorità del proprio Paese di residenza che eserciteranno anche l’attività di vigilanza sul fondo.

SICAF
Per quanto concerne il regime fiscale degli OICR, innanzitutto si sottolinea che il D. Lgs. 44/2014 ha introdotto nell’ordinamento italiano la Società di Investimento a Capitale Fisso (SICAF) che, secondo la definizione che ne dà il TUF, è un OICR chiuso, costituito in forma di società per azioni a capitale fisso, con sede legale in Italia e che ha per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta delle proprie azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi.
Alla SICAF che investe in immobili si applica la normativa fiscale prevista per i fondi comuni d’investimento immobiliare, mentre se la SICAF investe in strumenti mobiliari si applicano le disposizioni stabilite per le SICAV.

Sostituto d’imposta
Nell’ipotesi in cui una SGR estera che svolge la propria attività in Italia in regime di libera prestazione di servizi e che ha istituito o gestisce un OICR in Italia, il soggetto tenuto all’applicazione della ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al fondo è la SGR estera medesima oppure un rappresentante fiscale nominato dalla società di gestione (cfr. art. 26 quinquies, comma 6-bis del DPR 600/73). Invece, in ipotesi di negoziazione delle quote o azioni di OICR, la ritenuta deve essere applicata dall’intermediario residente che abbia ricevuto dal sottoscrittore l’incarico della negoziazione. Se i redditi sono percepiti senza l’intervento di un intermediario incaricato, deve essere il contribuente a dichiarare i proventi incassati nella denuncia dei redditi annuale e a tassarli con la medesima aliquota d’imposta che sarebbe stata applicata dal sostituto d’imposta, qualora presente.
Inoltre, nel caso in cui le quote o le azioni siano immesse in un sistema di deposito accentrato, l’onere di applicare la ritenuta è posto a carico dell’intermediario residente presso il quale sono depositati gli strumenti finanziari e che aderisce al sistema accentrato, oppure è a carico dei soggetti non residenti aderenti al sistema di deposito accentrato. In ipotesi di sistemi esteri di deposito accentrati, l’intermediario non residente aderente deve nominare un rappresentante fiscale residente che provvede agli adempimenti tributari.
A proposito della SGR estera che istituisce o gestisce un fondo in Italia mediante lo strumento del passaporto del gestore, occorre sottolineare che questa situazione non implica necessariamente che la predetta SGR abbia costituito una stabile organizzazione in Italia. Ma se questo accadesse, è la stabile organizzazione in Italia ad accollarsi il compito di operare la ritenuta sui proventi derivanti dalla partecipazione al fondo istituito in Italia dalla SGR estera.
In relazione a quanto appena scritto, l’Agenzia ha ribadito che la residenza fiscale degli OICR italiani e esteri è nello Stato dove l’OICR è stato istituito, a nulla rilevando il luogo di residenza del gestore del fondo. Pertanto, in pratica può avvenire che un OICR istituito in Italia sia ivi residente fiscalmente, mentre la relativa SGR risieda in altro Paese UE.

OICVM e OICR esteri
Una delle conseguenze più rilevanti della riforma in discorso consiste nell’equiparazione della tassazione dei redditi di capitale che derivano dalla partecipazione agli OICVM armonizzati esteri e dei medesimi redditi che derivano dalla partecipazione agli OICR esteri non immobiliari non armonizzati ma vigilati, purché istituiti in ambito UE o SEE, compresi nell’elenco dei Paesi che garantiscono un adeguato scambio di informazioni.
La ritenuta sui redditi di capitale deve essere operata a cura degli intermediari residenti che sono stati incaricati di pagare i proventi, di riacquistare le quote o azioni collocate in Italia o di negoziarle.
Se le quote ed azioni sono collocate all’estero, la ritenuta viene applicata dall’intermediario che interviene nella riscossione dei redditi.

OICR immobiliari esteri
Il regime fiscale dei proventi derivanti dalla partecipazione a OICR immobiliari di diritto estero è stato uniformato a quello dei proventi derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari di diritto italiano, ivi compresa la disciplina della trasparenza per i partecipanti diversi dagli investitori istituzionali che detengono quote superiori al 5% : di conseguenza i redditi derivanti da fondi immobiliari esteri non rientrano più tra quelli dei titoli atipici.

Base imponibile dei redditi derivanti dalla partecipazione a OICR
La principale modifica introdotta dalle norme in esame concerne la semplificazione delle modalità di determinazione dei redditi derivanti dalla partecipazione a OICR, sia italiani che esteri e sia mobiliari che immobiliari.
Infatti, il costo delle quote od azioni ed il loro valore di riscatto o cessione o liquidazione non devono più essere calcolati in relazione ai valori riportati nei prospetti periodici del fondo (NAV), ma il reddito di capitale deve essere determinato tenendo conto della differenza tra il valore effettivo di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni e il costo medio ponderato delle medesime quote o azioni. In caso di acquisto sul mercato, il costo deve essere documentato dal partecipante e, in mancanza di documentazione, il costo deve essere provato mediante una dichiarazione sostitutiva.
Pertanto, per gli OICR non quotati i valori di riferimento restano quelli dei prospetti che coincidono con il valore effettivo ed il costo medio ponderato, mentre per gli OICR quotati, i valori di riscatto, cessione o liquidazione e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto corrispondono ai valori di mercato.
In pratica, poiché per la determinazione dei redditi diversi nulla è cambiato, in caso di differenza positiva tra valore di riscatto e costo medio ponderato, questa rappresenta sempre un reddito di capitale. Se, invece, la differenza è negativa, questa rappresenta un reddito diverso negativo (minusvalenza) compensabile con redditi diversi positivi e riportabile nei quattro anni successivi.

Decorrenza
Le SGR e gli altri soggetti gestori di OICR alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 44/2014, vale a dire al 9 aprile 2014, devono adottare quanto previsto dalle norme di recepimento della Direttiva AIFM entro il 22 luglio 2014, che dispongono l’emanazione di appositi regolamenti attuativi. Di conseguenza le norme fiscali sopra illustrate trovano applicazione soltanto a seguito dell’emanazione di detti regolamenti.
L’Agenzia, comunque, fa salvi i comportamenti dei gestori che, per esigenze gestionali, hanno applicato le nuove norme fiscali anche prima del 22 luglio 2014.