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25/03/2014

Applicazione del regime di risparmio gestito in caso di liquidazione coatta amministrativa di una SIM


Nel caso in esame, una SIM, sottoposta alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, aveva incarichi di gestione individuale di portafoglio per i quali i contribuenti avevano esercitato l’opzione di cui al comma 1 dell’articolo 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997 (cd. regime del risparmio gestito) che comporta l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 20 per cento sul risultato maturato della gestione.

I commissari liquidatori della SIM chiedono alla Agenzia delle Entrate se sono tenuti al calcolo e al versamento dell’imposta sostitutiva sul risultato di gestione maturato su ciascun conto individuale nel periodo di durata della procedura di liquidazione coatta. Dal punto di vista civilistico la liquidazione coatta amministrativa delle società di intermediazione mobiliare (Società di gestione del risparmio e società di investimento a capitale variabile) è disciplinata dall’articolo 57 del D.Lgs. n. 58/98 (Testo Unico della Finanza – TUF), che fa espresso rinvio alla procedura e ai relativi adempimenti, in quanto compatibili, previsti dal D.Lgs. n. 385/93 (Testo Unico Bancario – TUB). A differenza di quanto accade in caso di scioglimento volontario, le disponibilità finanziarie non vengono restituite al contribuente fino a quando la procedura non è conclusa: i commissari liquidatori amministrano gli strumenti finanziari gestiti dalla SIM in liquidazione in un’ottica di minimizzazione del rischio, ai sensi dell’articolo 91, comma 11, del TUB (ad esempio, possono vendere sul mercato parte degli strumenti finanziari ad alto rischio e acquistare titoli a basso rischio). Dal punto di vista fiscale, anche dopo la messa in liquidazione della SIM, non vengono meno i presupposti per la tassazione del reddito maturato delle gestioni individuali di portafoglio.

La risoluzione, richiamando la circolare 28/E del 4 agosto 2006, afferma che gli obblighi che gravano sul sostituto d’imposta, anteriormente alla sua liquidazione coatta, si trasferiscono in capo al commissario liquidatore, il quale, nel caso in cui il contribuente abbia optato per il regime del risparmio gestito, è tenuto ad applicare lo stesso regime fiscale cui era sottoposto il patrimonio gestito prima dell’inizio della procedura di liquidazione. Pertanto, ai sensi del comma 11 dell’art. 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997, i commissari liquidatori, a decorrere dal 2013, sono tenuti al versamento dell’imposta sostitutiva del 20 per cento sul risultato annualmente maturato di ogni singolo rapporto di gestione individuale entro il 16 febbraio dell’anno successivo.

Qualora al termine della procedura di liquidazione il risultato della gestione sia negativo, sono tenuti a rilasciare ai contribuenti un’apposita certificazione dalla quale risultino tutti i dati e le informazioni necessarie a consentire la deduzione della minusvalenza dalle plusvalenze realizzate successivamente nell’ambito di altri rapporti di gestione o di amministrazione intestati al medesimo contribuente o da quelle indicate nella propria dichiarazione dei redditi ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. n. 461 del 1997.

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