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23/07/2013

Imposta sulle transazioni finanziarie: pubblicato il Provvedimento del Direttore dell’AdE


Come noto l’articolo l, co. da 491 a 500, l. 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013) ha introdotto un’imposta sulle transazioni finanziarie che si applica nei confronti delle tre differenti fattispecie dei trasferimenti di proprietà di azioni ed altri strumenti finanziari partecipativi (comma 491), delle operazioni su strumenti finanziari derivati ed altri valori mobiliari (comma 492), nonché delle operazioni ad alta frequenza (comma 495) della legge stessa.

In particolare il comma 500 dell’articolo  l , ha demandato ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, la definizione delle modalità di attuazione delle disposizioni così introdotte nonché ad uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate la definizione degli adempimenti e delle modalità per l’assolvimento dell’imposta.

Mentre il Decreto attuativo è stato prontamente emanato il 21 febbraio scorso, così non è stato per i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate; tanto è vero che proprio a causa della mancanza di opportuni chiarimenti operativi, il d.l. 21 giungo 2013, n. 69, c.d. “Decreto Fare”, ha posticipato al 16 ottobre il termine per il versamento dell’imposta.

Peraltro, non solo il testo della Legge, ma anche lo stesso Decreto attuativo, all’art. 19, commi 5 e 8, demanda ai Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sia per quanto concerne l’individuazione dei soggetti responsabili del versamento dell’imposta qualora nell’esecuzione dell’operazione intervengano più soggetti, sia per quanto riguarda le modalità di identificazione degli intermediari e degli altri soggetti non residenti che intervenendo nell’operazione in assenza di una stabile organizzazione in Italia o di un rappresentante fiscale sono tenuti ad adempiere direttamente agli obblighi derivanti dall’applicazione dell'imposta.

Lo scorso 18 luglio tale Provvedimento è stato emanato.

Per quanto riguarda il suo contenuto, il Provvedimento al punto 1 individua gli “Intermediari responsabili del versamento dell’imposta” per le operazioni soggette all’imposta nelle banche, nelle imprese di investimento e negli altri soggetti comunque denominati, ivi compresi gli intermediari non residenti nel territorio dello Stato, autorizzati nello Stato d’origine all’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività d’investimento assimilabili a quelle indicate nel TUF e, in particolare, alla negoziazione per conto proprio, all’esecuzione di ordini per conto dei clienti e alla ricezione e trasmissione di ordini, ad esclusione delle attività consistenti nel mettere in contatto due o più investitori.

Il punto 2 individua gli altri soggetti responsabili del versamento dell’imposta.

In particolare vengono individuati  i soggetti abilitati a prestare servizi di gestione collettiva del risparmio o di gestione di portafoglio, anche mediante intestazione fiduciaria, compresi i soggetti che, comunque denominati e non residenti nel territorio dello Stato, siano autorizzati nel proprio Stato d’origine all’esercizio delle attività assimilabili a quelle di gestione di portafogli e gestione collettiva del risparmio.

In questo caso, pertanto, l’obbligo di versamento opera per le operazioni effettuate nell’ambito di tali attività salvo che nell’ambito delle stesse non vi sia l’intervento di un altro responsabile d’imposta per l’esecuzione degli ordini di negoziazione.

Il Provvedimento contiene anche una precisazione per quanto riguarda le società fiduciarie, comprese quelle non residenti in Italia che, comunque denominate e purché autorizzate nello Stato di origine all’esercizio di attività assimilabili all’amministrazione di beni per conto terzi, intervengano nelle operazioni effettuate nell’ambito di intestazioni a proprio nome e per conto dei fiducianti di strumenti finanziari anche in questo caso a condizione che la società fiduciaria non si avvalga di altro responsabile d’imposta per l’esecuzione degli ordini di negoziazione ovvero il fiduciante attesti che l’imposta relativa a tale operazione sia stata già applicata.

Per quanto riguarda la figura dei notai come responsabili del versamento dell’imposta, si ricorda come mentre il testo di legge si riferisca in generale ad “altri soggetti che comunque intervengono  nelle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta”, il decreto attuativo ha individuato unicamente tali soggetti (non senza profili di eccesso di delega), nei soli notai.

Sul punto, il Provvedimento del 18 luglio, al contrario del decreto attuativo, non solo richiama i notai ma anche “altri soggetti che intervengono nelle operazioni effettuate tramite la formazione o l’autentica di atti”, compresi quelli esercenti l’attività fuori dal territorio dello Stato, sempreché il contribuente non attesti che l’imposta sia stata già applicata.

Il Provvedimento  precisa che per le operazioni effettuate tramite atti formati o autenticati all’estero che siano oggetto di deposito presso un notaio esercente in Italia, l’imposta deve essere versata da tale ultimo soggetto, sempreché il contribuente non attesti che l’imposta sia stata già applicata.

Il punto 3 del Provvedimento, si occupa di definire le modalità con le quali il contribuente è tenuto ad attestare all’intermediario altrimenti tenuto al versamento dell’imposta che lo stesso non deve essere effettuato in quanto trattasi di operazione esente o esclusa ai sensi degli artt. 15 e 16, del decreto attuativo richiedendo una dichiarazione scritta e ponendo in capo all’intermediario ricevente un onere di controllo (i.e. basato sull’ordinaria diligenza), in merito all’affidabilità della stessa.

Questo onere di controllo tuttavia non opera laddove la natura tecnica delle operazioni o informazioni di pubblico dominio consentano di ritenere operante uno dei presupposti di esclusione o esenzione; in ogni caso, resta ferma la responsabilità degli intermediari e degli altri soggetti che intervengono nell’operazione nel caso in cui abbiano operato con negligenza, imperizia o imprudenza.

Qualora nell’operazione intervengano più responsabili di imposta, il Provvedimento precisa che l’imposta deve essere versata dall’intermediario che riceve direttamente dall’acquirente o dalla controparte finale l’ordine di esecuzione e che nel caso in cui l’acquirente o la controparte finale sia un intermediario localizzato (i.e. luogo in cui si trova la sede legale) in Stati o territori con i quali sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero dei crediti di cui all’articolo 19, comma 4, del decreto attuativo, sia questo stesso intermediario a dover provvedere direttamente al versamento dell’imposta.

Ancora, il Provvedimento (punto 3.1.5), specifica che nel caso in cui nell’operazione intervengano più intermediari tra cui alcuni non residenti e non localizzati in detti Stati o territori che a qualsiasi titolo intervengono nell’esecuzione  nell’operazione, debbano essere considerati dagli altri intermediari come acquirenti o controparti finali (art. 19, co. 4, secondo e terzo periodo del decreto attuativo).

Questa previsione non si applica, specifica il Provvedimento, qualora il soggetto estero localizzato in uno Stato non collaborativo opti direttamente per la propria identificazione ovvero per la nomina di un rappresentante fiscale in Italia o per la delega ad una società di gestione accentata ovvero ancora laddove, essendo dotato di una stabile organizzazione localizzata in uno Stato collaborativo, non assolva mediante la stessa agli obblighi di versamento, di presentazione della dichiarazione e di conservazione dei registri delle operazioni e la documentazione escluse o esenti.

Per quanto riguarda le modalità di versamento dell’imposta, il Provvedimento (punto 3.2.1), chiarisce che la stessa deve essere versata mediante il modello di pagamento “F24”; vengono, inoltre, dettate specifiche regole di versamento in caso di nomina di rappresentante fiscale o di delega alla società di gestione accentrata di cui all’articolo 80 del TUF (punto 3.2.2). Per quanto riguarda i versamenti da parte dei soggetti non residenti privi di un conto corrente presso sportelli bancari o postali situati in Italia e che non possono eseguire il pagamento mediante F24, viene stabilito che il versamento deve avvenire mediante bonifico a favore del Bilancio dello Stato.

Il punto 4 del provvedimento riguarda gli obblighi dei soggetti non residenti derivanti dall’applicazione dell’imposta prevedendo che qualora gli intermediari e gli altri soggetti non residenti nel territorio dello Stato siano in possesso di una stabile organizzazione in Italia, gli stessi debbano adempiere, per le operazioni ovunque compiute, agli obblighi derivanti dall’applicazione dell’imposta tramite tale stabile organizzazione.

Come detto, il Provvedimento prevede che in assenza di una stabile organizzazione in Italia o della nomina di un rappresentante fiscale, gli adempimenti dichiarativi, di versamento e strumentali relativi all’imposta devono essere eseguiti direttamente dai soggetti esteri, i quali, se obbligati alla presentazione della dichiarazione, sono tenuti ad identificarsi mediante richiesta di attribuzione del codice fiscale.

Il Provvedimento disciplina, al punto 5, gli obblighi strumentali cui sono soggetti i responsabili del versamento dell’imposta ai sensi dell’articolo 19, comma 5 del decreto attuativo.

Tali obblighi, per gli intermediari, consistono nella registrazione, per ciascuna operazione, entro il termine di versamento dell’imposta, delle informazioni indicate nel “prospetto analitico” delle operazioni di cui ai commi 491, 492 e 495, allegato al provvedimento.

Il punto 7 del Provvedimento è dedicato alla delega alla società di gestione accentrata di cui all’articolo 80 TUF, uno dei punti che, in assenza di specificazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ha contribuito a decretare lo slittamento del versamento dell’imposta al 16 ottobre prossimo.

Viene chiarito che gli intermediari responsabili del versamento dell’imposta e gli altri soggetti responsabili del versamento dell’imposta possono avvalersi della Società di gestione accentrata per il versamento dell’imposta e per gli obblighi dichiarativi mediante il conferimento alla stessa di un’apposita delega e dell’invio alla medesima delle informazioni utilizzate per il calcolo dell’imposta necessarie per il versamento e per l’adempimento dei relativi obblighi dichiarativi nonché della relativa provvista entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata l’operazione.

La Società di gestione accentrata, ricevuta la relativa provvista, versa l’imposta che risulta dalle informazioni comunicate dal delegante rendendo altresì disponibili all’Agenzia delle Entrate, entro la fine del mese successivo al termine previsto per il versamento, le informazioni contenute nei prospetti di sintesi  segnalando altresì le ipotesi di insufficiente provvista ricevuta rispetto all’imposta dovuta.

In ogni caso, precisa il Provvedimento, i soggetti deleganti restano responsabili del corretto assolvimento dell’imposta e degli obblighi strumentali; inoltre, la società di gestione accentrata è considerata intermediario abilitato al servizio telematico Entratel ai fini della trasmissione telematica delle dichiarazioni e delle deleghe di versamento, nonché dell’utilizzo del servizio telematico CIVIS.

In relazione ai rimborsi, il punto 8 del Provvedimento dispone che le eccedenze di versamento dell’imposta sono richieste tramite la dichiarazione e che in tali casi i rimborsi sono disposti con le modalità di cui al decreto del Ministero delle Finanze 29 dicembre 2000, salvo per i soggetti non residenti per i quali i rimborsi delle eccedenze sono effettuati secondo quanto previsto con successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.