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10/12/2012

Sequestro per equivalente e pagamento delle imposte evase: la pronuncia della Cassazione


La Corte di Cassazione, con la sentenza in epigrafe, ha affermato il principio di diritto secondo il quale, in presenza di reati tributari, il sequestro preventivo per equivalente che rappresenta l'atto prodromico per la successiva confisca, può essere mantenuto in capo al soggetto reo fino a quando dura l'indebito l'arricchimento risultante dal comportamento illecito che é stato posto in essere. Ma se detto arricchimento viene meno a seguito del pagamento delle imposte evase, che costituiscono il presupposto del reato contestato, non ha più ragion d'essere il mantenimento del sequestro. Infatti, conservare il vincolo, malgrado sia intervenuta la sanatoria fiscale, "darebbe luogo ad una inammissibile duplicazione sanzionatoria, in contrasto col principio che l'espropriazione definitiva di un bene non può mai essere superiore al profitto derivato."