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10/01/2013

Esercizio dell’opzione per l’affrancamento delle pluslavenze latenti


In attuazione dell’art. 2, comma 34, del d.l. n. 138 del 2011 è stato emanato il 13 dicembre scorso un decreto attuativo che ha previsto, a fronte della nuova entrata in vigore, da partire dal 1 gennaio 2012, dell’unica aliquota (pari al 20%) da applicarsi ai proventi di natura finanziaria, la possibilità per i contribuenti di affrancare i valori degli strumenti finanziari posseduti al 31 dicembre 2011 a condizione del versamento di un’imposta sostitutiva. I contribuenti, infatti, potranno esercitare l’opzione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva e della ritenuta con l’aliquota del 12,5% sui:

- redditi diversi di cui alle lettere da c-bis) a c-quinquies) dell’art. 67, comma 1, del TUIR;

- redditi di capitale di cui alla lettera g) dell’art. 44, comma 1, del TUIR maturati fino alla data del 31 dicembre 2011. Nello specifico, i contribuenti che alla data del 31 dicembre scorso possedevano delle attività finanziarie al di fuori dell’esercizio d’impresa commerciale possono optare per l’applicazione, con aliquota del 12,5%: - sia dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 5 del d. lgs. n. 461 del 1997 applicata alle plusvalenze ad agli altri redditi diversi di cui all’art. 67 del TUIR, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies);

- sia delle ritenute di cui al comma 1 dell’art. 26- quinquies del D.P.R. n. 600 del 1973 e di cui al comma 1 dell’art. 10- ter della legge n. 77 del 1983 applicate ai redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio, con sede in Italia e diversi dai fondi immobiliari, o con sede in Lussemburgo e già autorizzati al collocamento nel territorio dello stato oppure ad organismi d’investimento in valori mobiliari situati in Stati UE o in stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo. I contribuenti che sceglieranno l’esercizio dell’opzione assumeranno, dal 1 gennaio 2012, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore delle attività finanziarie al 31 dicembre scorso, ovvero:

a) in caso di titoli, quote e diritti negoziati in mercati regolamentati, l’ultimo valore disponibile al 31 dicembre 2011 rilevato presso i mercati stessi;

b)in caso di titoli, quote e diritti non negoziati in mercati regolamentati, il valore al 31 dicembre 2011 della frazione del patrimonio netto della società o ente rappresentato da tali attività finanziarie, determinato in base alle risultanze dell’ultimo bilancio approvato, oppure sulla base di una relazione giurata di stima;

c) in caso di strumenti finanziari, rapporti, diritti, valute estere, metalli preziosi negoziati in mercati regolamentati, l’ultimo valore disponibile al 31 dicembre 2011 rilevato presso i mercati stessi;

d) in caso di strumenti finanziari, rapporti, diritti, valute estere, metalli preziosi non negoziati e di crediti, il valore alla data del 31 dicembre 2011 risultante da un apposita perizia di stima;

e) in caso di quote e azioni di partecipazione a OICR non negoziate, l’ultimo valore al 31 dicembre 2011 rilevato dai prospetti periodici.

Il contribuente potrà esercitare l’opzione direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2011; nel caso di attività incluse in un rapporto di custodia, amministrazione o deposito, egli dovrà fornire apposita comunicazione scritta all’intermediario con cui è intrattenuto il rapporto entro il 31 marzo 2012. Gli intermediari, dopo averne ricevuto provvista, procederanno al versamento dell’imposta sostitutiva entro il 16 maggio 2012. L’imposta sostitutiva verrà applicata sulle plusvalenze e sugli altri redditi diversi al netto di minusvalenze, perdite o differenziali negativi realizzati prima del 1 gennaio 2012 e non ancora utilizzati in compensazione; nel caso cui le predette minusvalenze eccedano le plusvalenze e gli altri redditi di natura finanziaria, l’eccedenza potrà essere portata in deduzione nel limite del 62,5% del relativo ammontare nei periodi d’imposta successivi, non oltre il quarto. L’imposta sostitutiva o la ritenuta sui redditi di capitale, invece, verrà applicata sulla differenza fra il valore delle quote o azioni al 31 dicembre 2011, rilevato da prospetti periodici, ed il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto.