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07/07/2016

Obbligazioni argentine, tassazione del rimborso


L’Agenzia delle entrate, con circolare n. 30/E del 28 giugno 2016, si è pronunciata sul trattamento fiscale delle somme che saranno rimborsate ai portatori di obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina,  a seguito di un accordo intervenuto tra l’Associazione Task Force Argentina (TFA), che rappresenta gli obbligazionisti italiani che non hanno aderito all’offerta pubblica di scambio volontaria promossa dall’Argentina che proponeva lo scambio delle vecchie obbligazioni con nuovi titoli, e la Repubblica sudamericana stessa.

L’accordo prevede la corresponsione di una somma di denaro pari al 150% del valore nominale delle obbligazioni detenute dagli investitori italiani rappresentati dalla TFA, a fronte del’annullamento dei titoli.

In pratica si tratta del rimborso delle obbligazioni in linea capitale oltre al riconoscimento di una maggiorazione. Tenuto conto delle caratteristiche del rimborso, l’Agenzia ha ritenuto che lo stesso generi un reddito diverso di natura finanziaria, a norma dell’art. 67, comma 1°, lett. c-ter del Tuir, purché percepito al di fuori dell’esercizio d’impresa o di arti e professioni. Il reddito diverso é rappresentato dalla plusvalenza derivante dalla differenza positiva tra  la somma rimborsata e il costo di acquisto delle obbligazioni, maggiorato degli oneri accessori.

Per quanto concerne l’aliquota da applicare, l’Agenzia ha precisato che, rientrando la Repubblica Argentina tra i Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni, la tassazione è stabilita nella misura del 12,50%.

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