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12/09/2016

LEGGE EUROPEA 2015-2016, DISPOSIZIONI FISCALI


 

La Legge europea 2015-2016, Legge 7 luglio 2016 n. 122, è stata pubblicata nella G.U. n. 158 dell’8-7-2016, è entrata in vigore il 23 luglio scorso e contiene alcune norme sulla fiscalità finanziaria che di seguito si espongono.

Disciplina fiscale dei dividendi distribuiti da società figlie a società madri residenti in Stati membri UE diversi

L’art. 26 della Legge europea, integrando l’art. 89 del Tuir, prevede che l’esclusione da tassazione per il 95% degli utili sia estesa anche:

a)    alle remunerazioni su titoli, strumenti finanziari e contratti di cui all’art. 109, comma 9, lettere a) e b) del Tuir (in pratica si tratta delle remunerazioni su titoli e strumenti finanziari ex art. 44 del Tuir, limitatamente alla quota che direttamente o indirettamente comporti la partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell’affare in relazione al quale gli strumenti finanziari sono stati emessi e, inoltre, delle remunerazioni derivanti da contratti di associazione in partecipazione o di cointeressenza ad utili e perdite di impresa, nei casi in cui sia previsto un apporto diverso da quello di opere e servizi);

b)    alle remunerazioni delle partecipazioni al capitale o al patrimonio e a quelle dei titoli e strumenti finanziari ex art. 44 Tuir provenienti dalle società che rivestono una delle forme individuate dall’UE (Allegato I, parte A, Direttiva 2011/96/UE)). Per godere dell’esclusione da imposizione è necessario: (i) che  nella società che paga i dividendi sia detenuta  una partecipazione non inferiore al 10% ininterrottamente per almeno un anno, (ii) che la società risieda ai fini fiscali in uno Stato membro UE, (iii) che la società, nello Stato di residenza, sia soggetta a una delle imposte sulle società previste nell’Allegato I, parte B della Direttiva sopra citata.

 

Il medesimo art. 26 della Legge europea apporta, inoltre, le seguenti modifiche all’art. 27-bis del DPR 600/73,  che disciplina il rimborso della ritenuta sui dividendi distribuiti a soggetti non residenti:

-       l’esclusione dalla ritenuta sui dividendi  madre-figlia è estesa anche alle remunerazioni di cui alle precedenti lettere a) e b), in misura corrispondente alla quota non deducibile nella determinazione del reddito della società erogante, purché sussistano le condizioni previste per l’esenzione da tassazione, vale a dire che la società  (i) detenga una partecipazione non inferiore al 20% del capitale della società che distribuisce gli utili, ininterrottamente per almeno un anno, (ii) rivesta una delle forme individuate dall’UE, (iii) risieda ai fini fiscali in uno Stato membro della UE, (iv) sia soggetta, nello Stato di residenza, a una delle imposte sulle società previste nella Direttiva UE sopra richiamata;

-       è disposta l’applicazione delle nuove norme in tema di abuso del diritto di cui all’art. 10-bis della L. 212/2000, introdotte dall’art.1, comma 1 del D. Lgs. 128/2015.

Le norme suddette entrano in vigore a partire dalle remunerazioni corrisposte dal 1° gennaio 2016.

 

Abrogazione della Direttiva UE in materia di tassazione dei redditi da risparmio

Il successivo art. 28 della Legge europea ha soppresso, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, il D. Lgs. 84/2005 che aveva dato attuazione alla “Direttiva risparmio” (Direttiva 2003/48/CE).

Questa direttiva prevedeva lo scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali dei  Paesi membri Ue con riferimento ai redditi corrisposti, sotto forma di pagamenti di  interessi, in uno Stato membro a favore di un beneficiario residente in un diverso Stato membro. Gli Stati che non provvedevano alle segnalazioni erano tenuti ad effettuare una ritenuta (c.d. euroritenuta) che da ultimo aveva raggiunto l’aliquota del 35%.

In materia di scambio di informazioni obbligatorio è stata approvata la Direttiva 2014/107/UE che ha esteso il suo ambito applicativo ad altre categorie di reddito, quali i dividendi, le plusvalenze, i saldi dei conti correnti e altri redditi finanziari. A quest’ultima direttiva è stata data attuazione con il Decreto del ministro dell’economia e delle finanze del 28-12-2015 e pertanto è venuta meno l’esigenza di continuare ad adempiere alle disposizioni della Direttiva risparmio.

In via transitoria, è stato disposto che gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle entrate relativi agli interessi pagati a persone fisiche residenti in altro Stato UE continuano ad applicarsi sino al 30 aprile 2016.