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12/09/2016

MANTENIMENTO DELLA POSSIBILITA' DI TRASFORMARE DTA IN CREDITI D’IMPOSTA


L’art. 11 del D.L. 59/2016, convertito in L. 119/2016, ha istituito, a carico delle imprese interessate (soprattutto le banche), un canone annuo, da pagare sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2029, per il mantenimento dell’applicazione delle norme che consentono di trasformare le attività per imposte anticipate (c.d. Deferred tax asset - DTA) in crediti d’imposta.

Si tratta delle DTA c.d. qualificate che derivano dalle rettifiche di valore su crediti, dall’avviamento e da altre attività immateriali alle quali non necessariamente corrisponde un effettivo pagamento di imposte; per poterle trasformare in crediti d’imposta, in presenza di perdite civilistiche o fiscali, la Commissione UE, ritenendo che la trasformazione si configurasse come un aiuto di Stato, ha chiesto che l’Italia prevedesse il pagamento di un canone da parte delle società coinvolte.

Il mantenimento del diritto alla trasformazione in crediti d’imposta avviene su opzione irrevocabile dei soggetti interessati, da esercitare entro il 31 luglio 2016. Al riguardo l’Agenzia delle entrate ha emanato il 22 luglio 2016 un Provvedimento direttoriale (protocollo n. 117661/2016) che disciplina le modalità di esercizio dell’opzione e la circolare n. 32/E che fornisce chiarimenti sulla materia.

Il Provvedimento precisa che l’opzione si considera esercitata con il versamento del canone entro il 31 luglio 2016 (termine prorogato al 1° agosto successivo essendo il 31 luglio 2016 giorno festivo). Se il canone non è dovuto, l’opzione viene esercitata mediante comunicazione all’indirizzo di posta elettronica certificata della Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente. In caso di partecipazione al consolidato nazionale, la comunicazione è trasmessa dalla consolidante. Inoltre, sempre in tema di consolidato nazionale, il versamento del canone o l’invio della comunicazione eseguiti dalla consolidante costituisce esercizio dell’opzione per le società consolidate che sono interessate alla trasformazione delle DTA in crediti d’imposta.

La circolare n. 32/E dell’Agenzia si sofferma sulla determinazione dell’imponibile sul quale calcolare il canone annuo, previsto nella misura dell’1,5%.

Il conteggio deve essere eseguito innanzitutto determinando l’ammontare delle attività per imposte anticipate, sommando algebricamente la differenza tra le DTA qualificate iscritte nel bilancio dell’esercizio  per il quale si deve calcolare il canone e quelle iscritte alla fine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 e le DTA qualificate trasformate in crediti d’imposta.

Dal predetto ammontare si devono sottrarre le imposte versate (IRES e relative addizionali ed imposte sostitutive dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 e periodi successivi e IRAP dal periodo d’imposta in corso al 13 dicembre 2013 e periodi successivi). Se l’ammontare totale delle imposte pagate è superiore alle attività per imposte anticipate, la base imponibile è negativa ed il canone non è dovuto. In caso contrario, si deve calcolare il canone da corrispondere e versarlo,  a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016,  entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi (per il periodo d'imposta 2015 già si è visto sopra che il termine è stato fissato al 1° agosto 2016).

In caso di mancato esercizio dell’opzione, le norme sulla trasformazione delle DTA in crediti d’imposta  si applicano sull’ammontare delle attività per imposte anticipate iscritte in bilancio diminuite delle DTA c.d. qualificate, per le quali si sarebbe dovuto pagare il canone.

Numerose precisazioni sono poi fornite dal Provvedimento e dalla circolare, ai quali si rimanda, in relazione alle diverse situazioni in cui si possono trovare le imprese che partecipano al consolidato nazionale (ingresso in un nuovo consolidato nazionale da parte di società che ha esercitato l’opzione e da parte di società che non ha esercitato l’opzione; interruzione del consolidato o mancato rinnovo dello stesso).

Infine, in presenza di operazioni straordinarie (fusioni e scissioni), è stabilito che l’opzione (comunicazione all’Agenzia delle entrate) possa essere esercitata entro un mese dalla chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la fusione o la scissione.