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03/10/2016

CFC WHITE LIST, IL LIVELLO DI TASSAZIONE DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE ESTERE


L’art. 167, comma 8-bis del Tuir prevede che il regime di tassazione per trasparenza dei redditi prodotti da società controllate residenti in Stati diversi da quelli compresi nell’elenco Black list ed eventualmente ubicate anche in ambito UE e SEE, possa trovare applicazione purché le controllate estere:

- siano soggette a tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella cui sarebbero state soggette qualora residenti in Italia;

- abbiano conseguito proventi per oltre il 50% da passive income.

 Il Direttore dell’Agenzia delle entrate ha emanato un provvedimento (prot. 143239 del 16-9-2016) con il quale sono stati fissati i criteri per  determinare l’effettivo livello di tassazione estera delle controllate che potenzialmente rientrano nel regime CFC ai sensi del menzionato art. 167, comma 8-bis del Tuir.

In sintesi, il provvedimento dispone che per tassazione effettiva estera si deve intendere il rapporto tra imposta estera e l’utile ante imposte risultante dal bilancio della controllata. I tributi di cui si deve tener conto sono le imposte sui redditi dovute nello Stato di residenza al lordo di eventuali crediti d’imposta per redditi prodotti in Stati diversi da quello di localizzazione. In caso di adesione ad un consolidato estero, si fa riferimento esclusivamente alle imposte sul reddito della società considerata.

Ai fini della determinazione del livello di tassazione estera in rapporto a quella italiana, occorre confrontare il carico fiscale estero con quello nazionale e quindi stabilire la c.d. tassazione virtuale domestica, vale a dire il rapporto tra l’imposta che la controllata avrebbe pagato in Italia, calcolata in relazione all’imponibile rideterminato in base alle norme tributarie italiane concernenti il reddito d’impresa e l’utile ante imposte risultante dal bilancio. I tributi da considerare sono l’IRES e le eventuali addizionali ma non l’IRAP, sempre al lordo di crediti d’imposta per redditi prodotti in Stati diversi da quello di residenza della controllata. Per il conteggio dei tributi domestici si deve tener conto dell’agevolazione c.d. ACE ex art. 1 del D.L. 201/2011, mentre non deve essere preso in considerazione il limite di utilizzo delle perdite fiscali pregresse.

Sia per il calcolo della tassazione effettiva estera che per il conteggio della tassazione virtuale domestica non assumono rilievo le variazioni non permanenti dell’imponibile (ad esempio: gli ammortamenti).

 

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