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24/10/2016

Voluntary disclosure e provvedimenti esecutivi tra Italia e Vaticano


A seguito della Convenzione in materia fiscale stipulata fra l’Italia e la Santa Sede il 1° aprile 2015 ed entrata in vigore, dopo lo scambio degli strumenti di ratifica tra le parti interessate, il 15 ottobre 2016, l’Agenzia delle entrate ha emanato il 18 ottobre 2016 due provvedimenti al fine di dare attuazione alla Convenzione stessa.

Il primo provvedimento (prot. n. 2016/171521) ha approvato i modelli di dichiarazione da utilizzare per procedere alla regolarizzazione dei periodi d’imposta non ancora chiusi alla data di stipula della Convenzione (dal 2010 al 2015). Questo adempimento concerne le persone fisiche e giuridiche, residenti nel territorio dello Stato che intrattengono rapporti di conto corrente, deposito, custodia titoli, gestione patrimoniale, etc., presso enti che svolgono professionalmente attività finanziaria in Vaticano. I soggetti interessati a questa particolare forma di definizione delle pendenze fiscali con la  Repubblica italiana sono esclusivamente i chierici, i dignitari, i salariati e i pensionati della Santa Sede (persone fisiche) e gli Istituti di Vita Consacrata, Società di Vita Apostolica ed altri enti con personalità giuridica canonica o civile vaticana (soggetti diversi dalle persone fisiche) e la procedura prevista determina gli stessi effetti della voluntary disclosure disciplinata dalla L. 186/2014.

L’istanza deve essere presentata, entro il 180° giorno successivo a quello di entrata in vigore della Convenzione, all’Autorità competente del Vaticano la quale provvede a trasmetterla, entro il 270° giorno dall’entrata in vigore della Convenzione, all’Agenzia delle entrate. La procedura si perfeziona soltanto dopo l’avvenuto versamento delle imposte dovute (da eseguire entro un anno dall’entrata in vigore della Convenzione),  avvalendosi, su opzione, del regime del risparmio amministrato oppure gestito.

Il secondo provvedimento dell’Agenzia (prot. n. 2016/171514) disciplina le regole di determinazione e versamento dei tributi a regime (dal periodo d’imposta 2016 in poi) da calcolare sui proventi delle attività finanziarie, detenute presso enti finanziari della Santa Sede, dai soggetti sopra indicati residenti in Italia. I predetti enti calcolano i tributi dovuti secondo quanto disposto, su opzione del soggetto interessato, dal regime del risparmio gestito oppure del risparmio amministrato; inoltre, è stabilito che i medesimi enti calcolino l’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (IVAFE). Le somme da corrispondere sono comunicate, unitamente alla relativa provvista, agli intermediari italiani che fungono da rappresentanti fiscali in Italia e provvedono al versamento.

Limitatamente al periodo d’imposta 2016, il sistema di tassazione che dovrà essere applicato è quello del regime gestito, anche in mancanza di specifica opzione;  è fatta salva la facoltà del contribuente di rinunciare a detto regime con apposita comunicazione, avente efficacia dal periodo d’imposta successivo.

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