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24/10/2016

CIRCOLARE DELL’ AGENZIA DELLE ENTRATE IN TEMA DI ADEMPIMENTO COLLABORATIVO


Il regime dell’adempimento collaborativo, disciplinato dagli articoli 3-7 del D.Lgs. 128/2015 (da ora in poi il "Decreto"), si propone l’obiettivo di promuovere forme di comunicazione e cooperazione tra  Amministrazione finanziaria e contribuenti che si siano dotati di un sistema di rilevazione, gestione  e controllo del rischio fiscale. A fronte di un comportamento di massima chiarezza nei confronti del Fisco, sono previsti degli effetti premiali quali, ad esempio, la riduzione delle sanzioni e una procedura abbreviata per le istanze di interpello.

L’Agenzia delle entrate, con circolare n. 38/E del 16-9-2016, ha diramato una serie di chiarimenti, che sono il risultato di un convegno che si è svolto a Roma il 16 e 17 giugno 2016 presso la Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia, e di  risposte a quesiti che sono stati posti dalle Associazioni di categoria.

Di seguito, si espongono in sintesi alcune delle soluzioni interpretative che sono state fornite dall’Agenzia.

Con riferimento al documento di strategia fiscale che l’impresa aderente al regime di cooperative compliance  deve predisporre, è stato ricordato che può risultare di aiuto avvalersi delle Guidelines 2016 dell’OCSE. Il predetto  documento, secondo l’OCSE, deve riflettere la propensione al rischio fiscale dell’impresa che si sostanzia nella sua disponibilità all’adozione di condotte che potrebbero portare a contestazioni fiscali. E’ comunque ritenuto indispensabile il pieno coinvolgimento del responsabile fiscale della società o del gruppo di appartenenza ai comitati in cui vengono prese le decisioni relative alle operazioni ed ai progetti societari e, ovviamente, nella stesura e presentazione della relazione annuale agli organi di gestione prevista dall’art. 4, comma 2° del Decreto.

Inoltre, è ritenuto necessario separare le funzioni operative (che si occupano degli adempimenti tributari) da quelle di controllo che devono avere un collegamento diretto con gli organi sociali.

Per quanto concerne poi la c.d. mappatura dei rischi, devono essere indicati soltanto quelli potenziali ed attuali, connessi alle attività dell’impresa e che si ritiene possano inficiare la correttezza fiscale dell’operatività del contribuente. Questa mappa deve essere aggiornata in relazione a mutamenti operativi, normativi o interpretativi che possono far sorgere ulteriori rischi per l’impresa, eliminando gli elementi che, invece, non costituiscono più un rischio.

L’omessa comunicazione all’Agenzia di rischi fiscali rilevanti, la cui mancata individuazione è tale da compromettere il rapporto di fiducia con   l’Amministrazione, può dar luogo ad un provvedimento di esclusione del contribuente dal regime di adempimento collaborativo. In questo caso è possibile instaurare un contradditorio tra le parti facendo pervenire all’Agenzia, entro 60 giorni  dalla comunicazione di una possibile causa di esclusione,   dettagliate memorie giustificative.

E’ infine previsto che l’Agenzia pubblicherà sul proprio sito, entro la fine del 2016, un primo elenco di operazioni ritenute di pianificazione fiscale aggressiva (cfr. art. 5, comma 1°, lett. b del Decreto).

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