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24/10/2016

CONSOLIDATO NAZIONALE , I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


In tema di tassazione di gruppo, l’Agenzia delle entrate ha emanato la circolare n. 40/E del 26-9-2016 con la quale ha fornito numerose indicazioni, che fanno riferimento alle modifiche apportate dall’art. 6 del  D. Lgs. 147/2015 (c.d. decreto internazionalizzazione) agli articoli 117 e 120 del Tuir, e orientamenti interpretativi che sono stati diramati in risposta a specifiche istanze di interpello o di consulenza giuridica.

Per quanto attiene alle modifiche introdotte nel Tuir, il Legislatore ha adeguato le norme che disciplinano il consolidato nazionale ai principi fissati dalla Corte di Giustizia UE in materia di libertà di stabilimento (sentenza del 12-6-2014 resa nelle cause C-39/13, C-40/13 e C-41/13).

La prima innovazione  riguarda la possibilità di consolidare (in qualità di consolidate) le stabili organizzazioni di soggetti residenti in Paesi UE o SEE con i quali l’Italia ha stipulato un accordo che consenta lo scambio di informazioni fiscali.

La seconda novità  concerne l’eliminazione dell’obbligo di  inclusione nel patrimonio della stabile organizzazione consolidante delle partecipazioni nelle società da consolidare; pertanto, se un soggetto non residente possiede una stabile organizzazione in Italia, questa potrà consolidare le società residenti in Italia e controllate direttamente dal soggetto estero.

La terza importante modifica prevede per l'impresa non residente controllante la facoltà di consolidare le società “sorelle” e le loro stabili organizzazioni, tramite la designazione a svolgere il ruolo di consolidante di una società controllata residente o di una stabile organizzazione ubicata in Italia di società controllata residente in un Paese UE o SEE; quindi  un soggetto UE non residente e privo di stabile organizzazione in Italia può designare una sua controllata residente ad esercitare l’opzione per il sistema di tassazione  di gruppo con tutte le altre controllate italiane.

Con riferimento poi ai chiarimenti forniti in risposta a istanze di interpello, l’Agenzia si è espressa in ordine al rapporto tra  il concetto di “controllo rilevante” ai fini del consolidato  e l’esistenza di partecipazioni costituite in pegno. Infatti, premesso che sussiste un rapporto di controllo se ricorrono le condizioni previste dall’art. 2359, comma 1, n. 1 del c.c. e viene superata la soglia del 50 per cento nella partecipazione al capitale sociale e nella partecipazione all’utile di bilancio (cfr. art. 120, comma 1, lett. a e b del Tuir), la presenza di clausole contrattuali che attribuiscono al creditore pignoratizio (in genere banche) la possibilità di esercitare il diritto di voto nell’assemblea ordinaria, a parere dell’Agenzia,  non fa venir meno in capo al soggetto consolidante il “controllo rilevante” indispensabile perché si configuri il consolidato fiscale, almeno fino a quando il diritto di voto viene effettivamente esercitato dal creditore in assemblea: in quest'ultimo caso si verifica una causa di interruzione della tassazione di gruppo.

Secondo l'Agenzia, inoltre,  esiste la possibilità di far partecipare al consolidato fiscale la società neo acquisita in corso di esercizio, a condizione che quest’ultima abbia fatto coincidere, con apposita delibera, la data di acquisizione con la data di chiusura dell’esercizio in corso al momento dell’acquisizione e la data di chiusura del primo esercizio successivo all’acquisizione con la data di chiusura dell’ esercizio della controllante (purché l’acquisizione sia avvenuta entro la data per l’esercizio dell’opzione).

CONSOLIDATO NAZIONALE