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12/12/2016

EQUITALIA, NUOVI ADEMPIMENTI IVA E DICHIARAZIONE INTEGRATIVA A FAVORE


Il Decreto-Legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito con modificazioni nella Legge 1°-12-2016 n. 225, pubblicata nel S.O. n. 53 alla G.U. n.282  del 2-12-2016, contiene, tra l’altro, una serie di disposizioni fiscali urgenti, quali lo scioglimento di Equitalia, norme in materia di IVA per la lotta all’evasione e riguardanti le dichiarazioni integrative a favore del contribuente che di seguito in sintesi si espongono.

a) Soppressione di Equitalia (art.1 e 2) – Con decorrenza 1° luglio 2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte e cancellate dal registro delle imprese e dalla medesima data sono sostituite con un ente pubblico economico denominato Agenzia delle entrate-Riscossione al quale è attribuito l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione dei tributi. L’ente subentra a titolo universale ad Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione in base alle disposizioni del DPR 602/73. Entro il 30 settembre di ciascun anno gli enti locali possono affidare la funzione della riscossione all’Agenzia delle entrate-Riscossione.

b)  Potenziamento della riscossione (art. 3) – L’Agenzia delle entrate può avvalersi delle banche dati e delle informazioni alle quali è autorizzata ad accedere, anche ai fini dell’esercizio della funzione della riscossione.

c)  Disposizioni recanti misure per il recupero dell’evasione (art. 4) –  A partire dal 1° gennaio 2017 i soggetti passivi IVA devono trasmettere i dati relativi alle fatture emesse e di quelle ricevute in ciascun trimestre solare, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento (la comunicazione relativa al secondo trimestre è eseguita entro il 16 settembre). Negli stessi termini, i medesimi soggetti di cui sopra trasmettono una comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’IVA. Sulla base delle informazioni ricevute, l’Agenzia comunica ai contribuenti gli esiti dei controlli eseguiti e se dagli stessi derivano delle incongruenze il soggetto IVA può fornire dei chiarimenti oppure versare l’imposta dovuta con le relative sanzioni avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso. In caso di inadempimento è prevista l’applicazione della sanzione di euro 2 per ciascuna fattura con un massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre in relazione all’invio dei dati delle fatture (la sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione avviene entro 15 giorni dalla scadenza), mentre la sanzione è stabilita da euro 500 ad euro 2.000 con riferimento all’omesso invio dei dati delle liquidazioni periodiche (la sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione avviene entro 15 giorni dalla scadenza del termine). In via transitoria, per il primo anno di applicazione, il termine per l’invio dei dati delle fatture relative al primo semestre è stabilito al 25 luglio 2017. Contestualmente all’introduzione dei predetti obblighi e con uguale decorrenza, è stata disposta l’eliminazione della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. spesometro), della trasmissione degli elenchi degli acquisti intracomunitari di beni e servizi, della comunicazione delle operazioni intercorse con operatori residenti in Paesi a fiscalità privilegiata.

Sono poi cambiati i termini per la presentazione della dichiarazione annuale IVA che, a partire dal periodo d’imposta 2017, dovrà essere inviata tra il 1° febbraio ed il 30 aprile. Limitatamente all’anno 2016, rimane ferma la scadenza del 28 febbraio 2017.

È stata infine rivista la normativa riguardante i depositi IVA.

d)  Dichiarazione integrativa a favore (art. 5) – A decorrere dal 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del D.L. 193/2016), la presentazione della dichiarazione integrativa a favore e a sfavore relativa alle imposte sui redditi, all’IRAP e dei sostituti d’imposta è fissata entro la scadenza del termine per la notifica degli avvisi di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria. Il credito risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione, ma se la dichiarazione integrativa è prodotta oltre il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il credito eventuale può essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento soltanto dei debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata trasmessa la dichiarazione integrativa.

Anche per quanto attiene alla dichiarazione integrativa IVA a favore e a sfavore, il termine di presentazione è quello della notifica degli avvisi di accertamento. Se la dichiarazione integrativa è presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, l’eventuale credito può essere portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale, utilizzato in compensazione oppure, se ne ricorrono le condizioni, chiesto a rimborso. Anche in caso di presentazione della denuncia integrativa dopo il predetto termine, il credito vantato può essere chiesto a rimborso, in presenza dei requisiti richiesti dalla legge oppure può essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento dei debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

In relazione a tutte le predette dichiarazioni fiscali integrative, i termini ordinari per l’accertamento decorrono dalla data di trasmissione delle dichiarazioni stesse limitatamente “ai soli elementi” oggetto di integrazione.

Sia in materia di imposte dirette che in materia di IVA resta ferma la possibilità per il contribuente, anche in occasione dell’accertamento oppure in giudizio, di far valere eventuali errori che abbiano determinato un maggior imponibile o una maggior imposta a debito o un minor credito.

È stato poi modificato il criterio di scomputo delle ritenute d’acconto con riferimento ai redditi tassati per competenza e anche in relazione alle ritenute sulle provvigioni. In pratica, è stato disposto che per le ritenute operate nell’anno successivo a quello di competenza dei redditi, ma prima della presentazione della dichiarazione dei redditi, il contribuente può scegliere tra due possibilità: (i) scomputare le ritenute dall’imposta relativa al periodo di competenza dei redditi oppure (ii) scomputare le ritenute dall’imposta relativa al periodo nel quale le ritenute sono state operate (criterio di cassa). Rimane fermo che le ritenute operate dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi sono scomputate dall’imposta relativa al periodo in cui sono state effettuate.

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