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12/12/2016

RIAPERTURA DEI TERMINI PER LA VOLUNTARY DISCLOSURE


 

L’art. 7 del D. L. 22-10-2016 n. 193 (pubblicato nella G.U. n. 249 del 24-20-12016 ed entrato in vigore in pari data) convertito con modificazioni in L. 1°-12-2016 n. 225 (pubblicata nel S.O. n. 53 alla G.U. n. 282 del 2-12-2016 ed in vigore dal 3-12-2016), ha disposto la proroga dei termini della procedura di collaborazione volontaria (c.d. voluntary disclosure) come disciplinata dagli articoli da 5-quater a 5-septies del D.L.167/1990.

In sintesi, il nuovo l’art. 5-octies del D.L. 167/90, introdotto dal sopraddetto provvedimento, ha stabilito che è possibile avvalersi della procedura di collaborazione volontaria sino al 31 luglio 2017, con eventuale integrazione delle istanze ed informazioni ulteriori da produrre entro il 30 settembre 2017. Sono sanabili le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016 e i termini di accertamento scaduti dal 1° gennaio 2015 sono prorogati al 31 dicembre 2018. Pertanto, i periodi d’imposta oggetto di sanatoria decorrono dal 2009 (limitatamente alle violazioni del quadro RW) e comprendono gli anni successivi sino al 2015.

Il periodo di accertamento relativo alle istanze presentate per la prima volta, vale a dire quelle il cui termine di presentazione è scaduto il 30 novembre 2015, è stato prorogato al 30 giugno 2017.

La nuova voluntary rimane preclusa per coloro che hanno già presentato l’istanza, anche per interposta persona e sono fatte salve le cause ostative (accessi, ispezioni, verifiche, inizio di attività di accertamento o di procedimenti penali) di cui all’art. 5-quater comma 2°. Però, chi ha già presentato l’istanza entro il 30 novembre 2015, ai fini della regolarizzazione internazionale, conserva la facoltà di presentare l’istanza ai soli fini della regolarizzazione nazionale e viceversa.

I soggetti passivi della procedura di collaborazione volontaria possono essere anche diversi da quelli tenuti agli adempimenti del c.d. monitoraggio fiscale (persone fisiche, enti non commerciali e società semplici ed equiparate) e quindi vi rientrano anche gli enti commerciali, le società di persone e le società di capitali (con riferimento alla sola voluntary nazionale).

L’Agenzia delle entrate, con comunicato stampa del 25 ottobre 2016, ha informato che i contribuenti hanno la facoltà di avvalersi della procedura da subito e quindi senza dover attendere l’emanazione del provvedimento attuativo previsto dal D.L. 193/2016, utilizzando il modello istituito dalla normativa originaria (L. 186/2014) e inviando altresì una prima versione della relazione di accompagnamento che riporti i dati e le informazioni relative a periodi d’imposta che in precedenza non erano sanabili (2014-2015).

 Fermo restando che la procedura già nota è rimasta sostanzialmente invariata, le principali novità ora introdotte sono le seguenti:

 -  è prevista l’esenzione dall’obbligo di compilare il mod. RW in relazione al 2016 e alla frazione del 2017 che precede la presentazione dell’istanza, a condizione che le relative informazioni siano analiticamente descritte nella relazione di accompagnamento. In tal caso, il contribuente provvede, entro il 30 settembre 2017, al versamento in unica soluzione delle imposte dovute, oltre agli interessi e alle sanzioni, se applicabili, ridotte nella misura fissata dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97 (ravvedimento operoso);

 -  i contribuenti possono autoliquidare le imposte e le ritenute compresi i relativi interessi, i contributi e le sanzioni, quali risultano dall’istanza, entro il 30 settembre 2017, senza possibilità di avvalersi della compensazione. Il versamento può essere ripartito in tre rate mensili di cui la prima deve essere corrisposta entro la predetta data del 30 settembre 2017. La procedura si intende perfezionata solo dopo il pagamento in unica soluzione o della terza rata delle somme dovute;

 -  nell’ipotesi di mancanza del pagamento spontaneo da parte del contribuente  o qualora il versamento sia insufficiente, l’Agenzia può ricorrere alla procedura dell’accertamento con adesione (art. 5, commi da 1-bis a 1-quinquies del D. Lgs. 218/97, nella versione vigente al 30 dicembre 2014). Se il versamento è stato del tutto omesso, le sanzioni previste per le violazioni in materia di monitoraggio fiscale (art.5, comma 2° del D.L.167/90) sono ridotte al 60 per cento (anziché al 50 per cento in presenza di autoliquidazione) del minimo edittale purché le attività siano detenute o trasferite in Italia o in altro Stato UE o SEE oppure il soggetto istante rilasci all’intermediario residente in un Paese con il quale non sussista un accordo per lo scambio delle informazioni fiscali il c.d. waiver, vale a dire l’autorizzazione a fornire tutte le informazioni finanziarie richieste dall’Agenzia delle entrate in relazione alla procedura di collaborazione volontaria.

In assenza delle condizioni predette, le sanzioni sono calcolate nella misura dell’85 per cento (anziché del 75 per cento in presenza di autoliquidazione) del minimo edittale. Nella medesima misura dell’85 per cento (anziché del 75 per cento in presenza di autoliquidazione) del minimo edittale si applicano le sanzioni relative alle imposte sui redditi, alle imposte sostitutive, alle ritenute,  all’IRAP, all’IVA, all’IVIE e all’IVAFE;

 -   in caso di versamento eseguito in misura insufficiente, se il pagamento è carente per oltre il 10 per cento in relazione alle ritenute d’imposta e alle imposte sostitutive, nonché alle sanzioni e per oltre il 30 per cento per gli altri tributi, l’Agenzia recupera le somme dovute maggiorandole del 10 per cento.

Se, invece, il versamento è carente per un importo pari o inferiore al 10 per cento in relazione alle ritenute d’imposta e alle imposte sostitutive, nonché alle sanzioni e per un importo pari o inferiore al 30 per cento con riferimento agli altri tributi, l’Agenzia recupera le somme dovute maggiorandole del 3 per cento;

 -  se la collaborazione volontaria ha per oggetto denaro contante o  valori al portatore, si presume che, salvo prova contraria, derivino da redditi conseguiti in quote costanti, per effetto di violazioni, concernenti le imposte dirette, l’IRAP, l’IVA e le imposte sostitutive, compiute nel 2015 e nei quattro periodi d’imposta precedenti.

In questo caso contribuenti sono tenuti: (i) ad attestare che l’origine di tali valori non dipende dal compimento di reati diversi da quelli per i quali è esclusa la punibilità (art. 5-quinquies, comma 1), (ii) ad aprire e inventariare, alla presenza di un notaio, il contenuto di eventuali cassette di sicurezza dove sono custoditi i valori che si intende far emergere, (iii) a versare i contanti e a depositare i valori al portatore presso intermediari finanziari, vincolati sino alla conclusione della procedura. Tutti i predetti adempimenti debbono avvenire entro la data di presentazione dell’istanza  e dei documenti allegati.

 Per coloro che hanno aderito alla prima collaborazione volontaria ed hanno perciò presentato l’istanza entro il 30 novembre 2015, qualora non avessero adempiuto agli obblighi del c.d. monitoraggio fiscale (i.e.: non hanno compilato il quadro RW per gli anni 2014 e 2015), non si applicano le sanzioni previste, a condizione che i contribuenti interessati vi provvedano entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 193/2016 (pertanto entro il 1° febbraio 2017).

Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale è infine stabilito che i comuni debbano trasmettere all’Agenzia delle entrate, entro sei mesi dalla richiesta di iscrizione all’AIRE, i dati dei soggetti richiedenti per consentire all’Amministrazione di effettuare i controlli inerenti alle attività finanziarie e agli investimenti patrimoniali esteri non dichiarati. La suddetta segnalazione, in sede di prima applicazione, dovrà riguardare le persone che hanno chiesto l’iscrizione all’AIRE a partire dal 1° gennaio 2010.

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