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09/01/2017

LEGGE DI STABILITA', IMPOSTA SUL REDDITO D’IMPRESA – IRI


L’art. 1, comma 547, della legge di stabilità per il 2017, ha introdotto l’art. 55-bis (rubricato “Imposta sul reddito d’impresa”) nell’ambito del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con d.p.r. 22 dicembre 1986, n. 917.

In particolare, è stata introdotta la disciplina della nuova imposta sul reddito d’impresa (IRI) - da calcolare sugli utili trattenuti presso l’impresa - per gli imprenditori individuali e le società̀ in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità̀ ordinaria. L’opzione per l’applicazione dell’IRI si effettua in sede di dichiarazione dei redditi, ha durata di cinque periodi di imposta ed è rinnovabile. In tale ipotesi, su detti redditi opera la sostituzione delle aliquote progressive IRPEF con l’aliquota unica IRI, pari all’aliquota IRES (24 per cento dal 2017).

Contestualmente viene modificata la disciplina in materia di aiuto alla crescita economica (ACE) per razionalizzarne l’ambito applicativo. Tra le modifiche apportate dalle norme in esame si segnala, al fine di tener conto del corrente andamento dei tassi di interesse, la diminuzione dell’aliquota percentuale utilizzata per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, detta aliquota viene stabilita nella misura del 2,7 per cento, mentre per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017 è fissata al 2,3 per cento.

Si estende l’applicazione dell’ACE alle persone fisiche, alle società̀ in nome collettivo ed a quelle in accomandita semplice in regime di contabilità̀ ordinaria.

Obiettivo delle norme in esame è di incentivare il reinvestimento degli utili all’interno delle piccole e medie imprese, al fine di agevolare la crescita e lo sviluppo delle attività produttive. In tale ottica, quindi, la tassazione sarà̀ quella ordinaria allorquando gli utili prodotti o precedentemente reinvestiti saranno prelevati dall’imprenditore individuale o distribuiti dalle società̀ beneficiarie del nuovo regime agevolativo.

Nel dettaglio, il nuovo art. 55-bis, Tuir, prevede che “1. Il reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società̀ in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità̀ ordinaria, determinato ai sensi del presente capo, è escluso dalla formazione del reddito complessivo e assoggettato a tassazione separata con l’aliquota prevista dall’articolo 77. Dal reddito d’impresa sono ammesse in deduzione le somme prelevate, a carico dell’utile di esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del reddito del periodo d’imposta e dei periodi d’imposta precedenti assoggettati a tassa- zione separata al netto delle perdite residue computabili in diminuzione dei redditi dei periodi d’imposta successivi, a favore del- l’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci.

2. In deroga all’articolo 8, comma 3, le perdite maturate nei periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo sono computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza in essi. Le perdite non ancora utilizzate al momento di fuoriuscita dal regime di cui al presente articolo sono computabili in diminuzione dai redditi ai sensi dell’articolo 8, comma 3, considerando l’ultimo anno di permanenza nel regime come anno di maturazione delle stesse. Nel caso di società in nome collettivo e in accomandita semplice tali perdite sono imputate a ciascun socio proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

3. Le somme prelevate a carico dell’utile dell’esercizio e delle riserve di utili, nei li- miti del reddito dell’esercizio e dei periodi d’imposta precedenti assoggettati a tassa- zione separata e non ancora prelevati, a favore dell’imprenditore, dei collaboratori fa- miliari o dei soci costituiscono reddito d’impresa e concorrono integralmente a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori familiari o dei soci.

4. Gli imprenditori e le società̀ in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità̀ ordinaria possono optare per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo. L’opzione ha durata pari a cinque periodi d’imposta, è rinnovabile e deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione.

5. L’applicazione del presente articolo esclude quella dell’articolo 5 limitatamente all’imputazione e alla tassazione del reddito indipendentemente dalla sua percezione.

6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle somme prelevate a carico delle riserve formate con utili dei pe- riodi d’imposta precedenti a quello dal quale ha effetto tale articolo; le riserve da cui sono prelevate le somme si considerano formate prioritariamente con utili di tali periodi d’imposta”.

ricostruzione