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25/01/2017

PARADISI FISCALI E GRUPPI BANCARI ITALIANI


In data 19 gennaio 2017 il viceministro Luigi Casero ha riportato in Commissione Finanze alla Camera la risposta dell’Agenzia delle Entrate alle interrogazioni degli on.li Paglia e Fassina.

In particolare, gli on.li interroganti rilevano che alcuni gruppi bancari internazionali avrebbero convogliato in paradisi fiscali quote dei loro guadagni e “gonfiato di profitti filiali registrate nei più aggressivi di questi paradisi”. Pertanto, chiedevano se “l’Agenzia delle Entrate conferma l’esistenza dei dati contenuti nell’inchiesta giornalistica de l’Espresso (<<Banche in paradiso, contribuenti all’inferno>>) e se ritiene che gli stessi dati fossero compatibili con l’ordinamento tributario italiano”, invitando, da ultimo, l’Agenzia delle Entrate, ad attivare controlli specifici in proposito.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha riferito quanto segue.

Preliminarmente ha fatto presente che “alcuni dei paesi esteri menzionati nell’articolo del settimanale l’Espresso appartengono all’Unione Europea e, pertanto, con riferimento agli stessi vige il principio di libertà di stabilimento (art. 54 TFUE)”, precisando che, in ogni caso, “l’ordinamento tributario interno prevede specifiche discipline (come la normativa in tema di transfer pricing e quella in materia di CFC) a presidio della corretta imposizione dei redditi riconducibili ai soggetti residenti nel territorio dello Stato, sia con riferimento agli altri Paesi dell’Unione Europea, attraverso il recepimento delle direttive UE, nonché in relazione ai soggetti residenti in paesi qualificabili come paradisi fiscali”.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che “i dati resi disponibili dai gruppi bancari in ottemperanza agli obblighi normativamente previsti sono ordinariamente presi in considerazione ai fini dell’analisi di rischio, della selezione e dell’espletamento dei controlli fiscali. Ogni iniziativa in merito, tuttavia, non può, né potrebbe, essere oggetto di divulgazione in quanto coperta dall’obbligo di riservatezza”.

 

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