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18/05/2017

NOVITÀ IN MATERIA DI TRANSFER PRICING


NOVITÀ IN MATERIA DI TRANSFER PRICING A SEGUITO DELLA MANOVRA FISCALE INTRODOTTA DAL D.L. N. 50 DEL 24 APRILE 2017

Il D.L. n. 50 del 24 aprile 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 95, del 24 aprile 2017, attualmente in esame alla Camera ai fini della conversione in legge, ha introdotto importanti modifiche normative in materia di transfer pricing.

In particolare, l’art. 59 del Decreto consta di due commi, i quali vanno ad incidere, rispettivamente, sulla formulazione dell’art. 110, co. 7, del Tuir, nonché sulle regole relative al riconoscimento delle rettifiche dei prezzi di trasferimento che determinano una riduzione del reddito imponibile in capo alla società italiana.

Con riferimento alle modifiche apportate dal comma 1 del Decreto all’art. 110, co. 7, Tuir, è stato abbandonato il richiamo al concetto di “valore normale” (art. 9, co. 3, Tuir), per introdurre il principio di matrice Ocse dell’“arm’s lenght”, in base al quale le componenti reddituali derivanti da operazioni poste in essere con società non residenti appartenenti al medesimo gruppo devono essere determinate “con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili”.

In tal modo, come chiarito dalla Relazione tecnica al Decreto, la disciplina domestica si conforma alle più recenti indicazioni emerse in sede Ocse in materia di prezzi di trasferimento, mediante il recepimento di un principio che, rispetto a quello nazionale, meglio può adeguarsi alle dinamiche negoziali del mercato internazionale.

Inoltre, merita rilievo la precisazione contenuta nel secondo periodo della disposizione, la quale prevede che, alle condizioni stabilite dall’art. 31-quater, d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600 (introdotto dal comma 2 dell’articolo in esame), il principio di “arms’lenght” possa applicarsi anche in ipotesi di determinazione in diminuzione del reddito imponibile in Italia, e non più soltanto in caso di rettifiche in aumento.

Con riferimento a tali nuove regole, è comunque fatta salva la facoltà per il Mef di emanare, con proprio decreto, linee guida che possano agevolarne l’applicazione.

Come anticipato, il comma 2 dell’art. 59 del Decreto ha introdotto al d.p.r. 29 settembre 1973, l’art. 31-quater, il quale, in presenza di rettifiche definitive effettuate da Stati esteri che abbiano determinato variazioni in diminuzione del reddito, introduce due procedure ulteriori rispetto a quelle già esperibili dal contribuente in base alla precedente normativa.

Pertanto, accanto alle procedure contemplate dai trattati contro le doppie imposizioni e dalla Convenzione arbitrale 90/436/CE, ovvero dalle Mutual Agreement Procedure (“Map”), si affianca la possibilità, per il contribuente, di presentare un’istanza, secondo modalità e termini da definire con provvedimento dell’Agenzia delle entrate, ma, in ogni caso, finalizzate alla riduzione delle tempistiche necessarie ai fini del riconoscimento in Italia delle rettifiche in diminuzione dal reddito.

 

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