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18/05/2017

IMPOSTA PER LE ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO


LA CIRCOLARE N. 13/E DEL 27 APRILE 2017: CHIARIMENTI SUL CREDITO D’IMPOSTA PER LE ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO A SEGUITO DELLE MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2017

La circolare n. 13/E, del 27 aprile 2017, emanata dall’Agenzia delle entrate, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, fornisce chiarimenti in merito alle modifiche alla disciplina sul credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, previste dalla Legge di bilancio 2017.

In particolare, il comma 15 dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2017 ha apportato significative modifiche volte a potenziare lo strumento agevolativo, tra le quali:

-          proroga di un anno il periodo di tempo in cui possono essere effettuati gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da parte delle imprese per poter beneficiare del credito d’imposta (lettera a, prima parte);

-          fissa unitariamente l’aliquota del credito d’imposta al 50% per tutte le tipologie di spese ammissibili (lettera a, seconda parte, e lettera e);

-          estende la platea dei soggetti beneficiari alle imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti (lettera b);

-          incrementa da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo del credito di imposta che ciascun beneficiario può maturare in relazione a ciascun periodo agevolato (lettera c);

-          elimina, nell’ambito del personale addetto alle attività di ricerca e sviluppo, la distinzione tra “personale altamente qualificato” e “personale non altamente qualificato” (lettera d);

-          conferma, infine, che il credito di imposta è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi per le attività di ricerca e sviluppo sono stati sostenuti (lettera f).

La circolare in commento si è innanzitutto preoccupata di salvaguardare eventuali errori da parte dei contribuenti in vigenza della precedente disciplina. A questo riguardo, è stato chiarito che nell’ipotesi di eventuali errori commessi dal contribuente in sede di determinazione dell’agevolazione, qualora sia stato determinato un credito d’imposta in misura maggiore rispetto a quello spettante, si ritiene configurabile l’esimente delle obiettive condizioni di incertezza interpretativa della norma e, pertanto i contribuenti potranno regolarizzare la propria posizione secondo le ordinarie regole, senza applicazione di sanzioni, provvedendo al versamento dell’importo del credito indebitamente utilizzato in compensazione e dei relativi interessi, presentando apposita dichiarazione integrativa.

Qualora, invece, il contribuente avesse usufruito di un credito di imposta in misura minore rispetto al dovuto, resta ferma la possibilità di utilizzare il maggior credito spettante secondo le ordinarie regole e sarà sufficiente presentare apposita dichiarazione integrativa a favore.

Al fine di semplificare l’applicazione dell’agevolazione, la circolare 13/E, specifica che i soggetti interessati possono presentare, ai sensi dell’articolo 11 della Legge 27 luglio 2000, n. 212, un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate per ottenere una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente all’applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione delle stesse.

Nei casi, invece, in cui i dubbi in merito all’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione riguardino esclusivamente la riconducibilità delle attività per le quali si intende fruire del beneficio tra quelle eleggibili al credito d’imposta, il contribuente può acquisire autonomamente il parere tecnico del Ministero dello Sviluppo economico tramite Pec, limitandosi a conservarlo, senza presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate.

Chiarimenti importanti sono intervenuti con specifico riguardo alle imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo sulla base di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996.

A questo proposito, l’Agenzia ha chiarito che tali imprese, che sono state ammesse a godere dei benefici a seguito delle modifiche intervenute con la Legge di bilancio 2017, potranno usufruire dell’agevolazione del credito d’imposta sulla base dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo a favore della committente. Per quanto attiene alla regola di competenza, i suddetti costi dovranno essere imputati al periodo d’imposta in cui sono stati effettivamente sostenuti, nel rispetto dell’art. 109 del Tuir.

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