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13/06/2017

OMESSA O INVALIDA NOTIFICAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO


IN MATERIA DI ESECUZIONE FORZATA TRIBUTARIA, È COMPETENTE IL GIUDICE TRIBUTARIO QUALORA L’ATTO ESECUTIVO SI ASSUME VIZIATO PER OMESSA O INVALIDA NOTIFICAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13913, depositata il 5 giugno 2017, hanno stabilito che “in materia di esecuzione forzata tributaria, l’opposizione agli atti esecutivi riguardante l’atto di pignoramento, che si assume viziato per l’omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o degli altri atti presupposti dal pignoramento), è ammissibile e va proposta – ai sensi degli artt. 2, comma 1, secondo periodo, 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, 57 del d.P.R. n. 602 del 1973 e 617 cod. proc. civ. – davanti al giudice tributario”.

Le Sezioni Unite hanno innanzitutto rilevato l’esistenza di due opposti orientamenti: secondo il più datato, per l’omessa notificazione degli atti presupposti è consentita l’impugnazione dinanzi al giudice tributario del primo atto in cui viene manifestato al contribuente l’intento di procedere alla riscossione. Il contrapposto e più recente orientamento, invece, ritiene che l’opposizione di un pignoramento per il quale sia stata omessa la notifica dell’atto impositivo va comunque proposta dinanzi al giudice ordinario.

Le Sezioni Unite hanno condiviso il primo orientamento, anche se più datato, a sostegno del quale sono state individuate ragioni letterali e sistematiche.

Sotto l’aspetto letterale, l’art. 2, comma 1, secondo periodo, del d.lgs. n. 546/1992, individua il discrimine tra giurisdizione tributaria e giurisdizione ordinaria nella “notificazione della cartella di pagamento”, dove prima di tale notifica la controversia è devoluta al giudice tributario, dopo, al giudice ordinario.

Mentre, riguardo all’aspetto sistematico, l’atto di pignoramento non preceduto dalla notifica della cartella di pagamento, integra il primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario e pertanto, in quanto idoneo a far sorgere l’interesse ad agire ai sensi dell’art. 100 cod. proc. civ., rientra nell’ambito degli atti impugnabili davanti al giudice tributario in forza dell’art. 19 del d.lgs. n. 546/1992, quale interpretato estensivamente dalla consolidata giurisprudenza di Cassazione.

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