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25/08/2017

CESSAZIONE DELLA PARTITA IVA ED ESCLUSIONE DAL VIES


Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 110418 del 12 giugno 2017 è stata prevista la possibilità, per l’Amministrazione finanziaria, di effettuare riscontri e controlli, formali e sostanziali, sull’esattezza e completezza dei dati forniti dai soggetti passivi d’imposta per la loro identificazione ai fini Iva, in attuazione di quanto previsto dall’art. 35, d.P.R. n. 633 del 1972. Tali controlli, in particolare, dovranno essere realizzati applicando criteri di valutazione del rischio volti ad individuare, prevalentemente, i soggetti che siano privi dei requisiti soggettivi e/o oggettivi Iva, di cui agli artt. da 1 a 5 del d.P.R. citato, nonché l’eventuale presenza degli elementi di rischio di frodi all’Iva, secondo le modalità indicate nel Provvedimento stesso.

La valutazione del rischio deve essere orientata, in particolare, su elementi di rischio riconducibili al titolare della ditta individuale o al rappresentante legale, agli amministratori e ai soci della persona giuridica titolare della partita Iva, nonché alla tipologia e alle modalità di svolgimento dell’attività, alla posizione fiscale del soggetto titolare della partita Iva e al collegamento che egli può avere con altri soggetti direttamente e/o indirettamente coinvolti in fenomeni evasivi o fraudolenti.

Tali controlli, formali e sostanziali, oltre ad essere effettuati utilizzando procedure automatizzate e confrontando dati e informazioni disponibili nelle banche dati in possesso dell’Amministrazione, potranno essere posti in essere anche attraverso l’esecuzione di accessi nei luoghi di esercizio dell’attività e dovranno essere eseguiti entro sei mesi dall’attribuzione della partita Iva o al momento della comunicazione dell’opzione  di inclusione nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie. 

Qualora a seguito dei predetti controlli dovesse emergere che il soggetto è privo dei requisiti soggettivi e/o oggettivi previsti dal d.P.R. n. 633 del 1972, l’Ufficio può notificare un provvedimento di cessazione della partita Iva. Se, invece, dai controlli dovesse emergere che, sebbene in possesso dei requisiti soggettivi e/o oggettivi previsti dal citato decreto, il contribuente ha consapevolmente effettuato operazioni intracomunitarie in un contesto di frode Iva, l’Ufficio, valutata la gravità del comportamento, può notificare un provvedimento di esclusione del soggetto dal Vies.

Ad ogni modo il contribuente, in caso di esclusione dalla banca dati dei soggetti autorizzati a effettuare operazioni intracomunitarie, può presentare apposita istanza chiedendo nuovamente l’inclusione al Vies.

 

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