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30/07/2019

REGIME AGEVOLATO PER LAVORATORI “IMPATRIATI” E MANCATA ISCRIZIONE ALL’AIRE


Nuove disposizioni sul superamento della presunzione assoluta nel regime agevolato per lavoratori “impatriati” ed il delicato tema della mancata iscrizione all’AIRE

L’art. 5 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cd. “decreto crescita”), convertito in legge n. 58 del 2019, stabilisce come ai fini dell’accesso ai regimi fiscali agevolativi di cui agli articoli 16 del Dlgs.n.147/2015 (“lavoratori impatriati”) e 44 del Dl n. 78/2010 (“rientro dei cervelli”) non sia più necessaria la pregressa iscrizione all’anagrafe della popolazione residente all’estero (AIRE), assumendo esclusiva rilevanza la pregressa residenza in uno Stato estero ai sensi delle Convenzioni contro le doppie imposizioni.

Tale interpretazione muove da una lettura costituzionalmente orientata dell’articolo 2, comma 2 TUIR, che non può che produrre i suoi effetti anche oltre lo specifico ambito applicativo dei regimi agevolativi in discorso, andando a scardinare la concezione da sempre fornita dall’amministrazione finanziaria (risoluzione 351/2008 e circolare 304/E del 1997) e soprattutto dalla Cassazione (n. 16334/2018) secondo cui l’iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione residente e, conseguentemente, la mancata iscrizione all’AIRE assumerebbe valore di presunzione assoluta di residenza nel territorio dello Stato.

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