News

18/03/2015

V.D.: l'AdE fornisce i primi chiarimenti


L’Agenzia delle entrate, con l’attesa circolare n. 10/E del 13 marzo 2015, ha fornito le prime istruzioni in merito alla procedura di collaborazione volontaria introdotta dalla L. 186/2014. Preliminarmente la circolare ricorda che le disposizioni in materia di voluntary disclosure prevedono due forme di collaborazione volontaria: la collaborazione volontaria internazionale e quella nazionale. La prima si riferisce alla detenzione all’estero di investimenti e attività finanziarie e può comprendere anche violazioni dichiarative non connesse alle predette attività, mentre la seconda è volta a permettere ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale, indipendentemente dal fatto di detenere o meno attività all’estero. Collaborazione volontaria internazionale I soggetti che possono aderire a questa procedura sono quelli tenuti ad adempiere agli obblighi in materia di monitoraggio fiscale (persone fisiche, enti non commerciali compresi i trust e società semplici ed associazioni equiparate). Inoltre, considerato che alla compilazione del modello RW sono obbligati anche i c.d. titolari effettivi delle attività estere (cfr. art. 1, comma 2 lett. u D.Lgs. 231/2007) anche questi ultimi possono accedere alla procedura in discorso.

Altri soggetti che possono inoltrare l’istanza sono i trust “esterovestiti” e tutti coloro che possiedono attività estere senza essere gli intestatari in quanto hanno utilizzato un soggetto interposto. Infine, anche gli eredi rientrano tra i soggetti interessati, qualora abbiano ereditato dal de cuius investimenti e attività finanziarie detenute all’estero dall’autore, poi defunto, delle violazioni concernenti il monitoraggio fiscale. In caso di attività all’estero cointestate a più soggetti o nella disponibilità di più persone (soggetti delegati), ciascuna di esse deve presentare l’istanza di collaborazione volontaria per la propria quota. In queste situazioni, per presunzione di legge e salvo prova contraria, le attività finanziarie e patrimoniali sono considerate ripartite in quote uguali per ogni soggetto che ne ha la disponibilità. Dal punto di vista oggettivo la collaborazione volontaria internazionale può riguardare:

- gli investimenti e le attività finanziarie detenute all’estero senza aver adempiuto agli obblighi del monitoraggio fiscale;

- i redditi connessi, vale a dire quelli che servirono per costituire all’estero gli investimenti e le attività finanziarie e i redditi che derivano dal loro utilizzo, che non sono stati assoggettati a tassazione in Italia; - i maggiori imponibili non connessi alle attività estere non tassati in Italia, ai fini delle imposte dirette, dell’IRAP, dell’IVA, delle imposte sostitutive delle imposte dirette, delle ritenute e dei contributi previdenziali.

I beni oggetto di dichiarazione possono essere sia patrimoniali (immobili, imbarcazioni, opere d'arte, oggetti preziosi) sia finanziari (partecipazioni, obbligazioni, quote di OICR, valute, polizze di assicurazione, contratti derivati). Fondamentale al fine di stabilire i periodi d'imposta interessati e l'ammontare delle sanzioni applicabili é l'individuazione del luogo nel quale gli investimenti e le attività estere sono detenuti. Secondo il principio generale, il Paese di riferimento é quello nel quale é ubicato il bene, ma in presenza di un veicolo interposto, rileva il luogo nel quale si trova quest'ultimo. I redditi generati dagli investimenti e dalle attività detenute all'estero devono essere calcolati in modo analitico, ma la legge consente, se la media delle consistenze, risultanti alla fine di ciascun periodo d'imposta interessato, non supera i due milioni di euro, di determinare il reddito e l'imposta dovuta su base forfetaria. L'opzione per detto regime, che consiste nel presumere che il reddito annuo sia stato conseguito nella misura del 5% del valore delle attività e sul quale deve essere calcolata un'imposta pari al 27%, é vincolante per tutti i periodi d'imposta oggetto di dichiarazione. Per la determinazione delle consistenze annue occorre far riferimento alle regole stabilite anno per anno nelle istruzioni del modello RW e, in presenza di cointestatari, non rileva la presunzione legale della ripartizione fra gli stessi. Il metodo forfetario é applicabile esclusivamente ai redditi derivanti dalle attività finanziarie e non è estendibile né ai redditi derivanti dai beni patrimoniali (es. canoni di locazione) né ai redditi non tassati in Italia che sono stati utilizzati per costituire le attività all'estero. Collaborazione volontaria nazionale Si applica anche a soggetti diversi da quelli che sono tenuti agli obblighi del monitoraggio fiscale e pertanto anche a società di persone e di capitali e agli enti commerciali. Con questa procedura è possibile sanare le violazioni riguardanti le imposte sui redditi, l'IRAP, l'IVA, le imposte sostitutive delle imposte sui redditi e le ritenute, compiute in relazione a redditi prodotti in Italia, indipendentemente dal fatto di aver o meno detenuto illegalmente attività all'estero. L'accesso alla procedura di collaborazione volontaria internazionale e nazionale è precluso quando l'autore della violazione ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche, della condizione di indagato o imputato in procedimenti penali per violazione di norme tributarie. Per "formale conoscenza" è da intendere l'avvenuta notificazione di un atto oppure il compimento di un atto formale equipollente. Per l'accesso alla procedura occorre presentare un'istanza e una relazione di accompagnamento che dettaglia i dati riportati nell'istanza. Inoltre, contestualmente alla relazione, deve essere allegata la documentazione atta alla ricostruzione dei dati forniti. In caso di decesso dell'autore della violazione, se il termine per l'adempimento scade entro quattro mesi, si applica la regola della proroga di sei mesi a favore degli eredi. Pertanto, secondo la circolare, se il decesso avviene dopo il 31 maggio 2015, gli eredi possono presentare l'istanza entro il 31 dicembre 2015.

I periodi d'imposta interessati alla procedura di collaborazione volontaria sono i seguenti:

- per le violazioni in materia di monitoraggio fiscale: dal 2009 al 2013 se le attività si trovano in Paesi non black list oppure black list con accordo (es. Svizzera); dal 2004 al 2013 se le attività si trovano in Paesi black list;

- per i redditi prodotti dalle attività detenute all'estero: dal 2010 al 2013 (dal 2009 in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi) se le attività sono detenute in Paesi non black list oppure in Paesi black list con accordo; dal 2006 al 2013 se le attività sono detenute in Paesi black list (dal 2004 in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi).

Sia in ipotesi di collaborazione volontaria internazionale che nazionale, qualora siano state commesse violazioni che comportano l'obbligo di denuncia per un reato tributario (anche se si tratta di un reato che ai fini della voluntary disclosure è depenalizzato), i termini di accertamento si intendono raddoppiati e pertanto i periodi d'imposta interessati dalla procedura vanno dal 2006 al 2013 (dal 2004 in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi). La procedura si intende perfezionata con il pagamento delle imposte, interessi di ritardo e sanzioni amministrative, per le quali sono previste sostanziali riduzioni. In mancanza del pagamento, la collaborazione volontaria non produce effetti e di conseguenza gli Uffici dell'Agenzia delle entrate notificheranno, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello nel quale si sarebbe dovuta perfezionare la procedura, un avviso di accertamento con l'indicazione delle imposte e delle sanzioni (in misura piena) che dovranno essere corrisposte.