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16/09/2019

TASSAZIONE DI INTERESSI ATTIVI PERCEPITI DA UN ISTITUTO BANCARIO NON RESIDENTE


Con la Risposta ad interpello n. 379 dell’11 settembre 2019, l’Agenzia delle entrate ha fornito taluni chiarimenti in merito all’assoggettamento ad imposizione degli interessi attivi percepiti da un istituto bancario non residente – e privo di stabile organizzazione in Italia – su prestiti concessi a soggetti ivi residenti.

            Nel dettaglio, l’istituto elvetico istante riteneva che la suddetta tipologia di interessi dovesse essere assoggettata a tassazione in Italia, in via alternativa: i) mediante applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di imposta ex art. 26, co. 5, d.P.R. n. 600/1973, nell’eventualità in cui gli interessi fossero corrisposti in suo favore da parte di società fiduciarie o altri sostituti d’imposta residenti, intervenuti nella riscossione; ii) presentando la dichiarazione dei redditi ma “specificando che la banca non intende nominare un rappresentante fiscale.

            Riteneva inoltre l’istante che la normativa interna dovesse essere coordinata con l’art. 11 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, con conseguente applicazione dell’aliquota convenzionale del 12,50% sugli interessi derivanti dall’attività di finanziamento in favore di soggetti residenti.

            L’Agenzia delle entrate ha confermato, alla luce del combinato disposto tra l’art. 151 e l’art. 23 Tuir, che i redditi di capitale percepiti da soggetti non residenti, ivi compresi quelli realizzati nell’esercizio di attività commerciale senza stabile organizzazione in Italia, sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, salvo che gli interessi non siano corrisposti da un sostituto d’imposta poiché, in tal caso, il non residente sarà tenuto ad assoggettare ad imposizione i redditi prodotti in Italia, presentando apposita dichiarazione dei redditi.

            L’Agenzia ha inoltre confermato l’applicazione dell’aliquota convenzionale, più favorevole, anche qualora la controparte di un contratto di finanziamento erogato da una banca svizzera sia una società fiduciaria residente in Italia, che agisce per conto dei propri fiducianti, la quale provvederà, in tal caso e sotto la propria responsabilità, ad applicare l’aliquota ridotta.

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