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19/11/2019

Cessione di un ramo d’azienda e della partecipazione a un fondo non è operazione elusiva/abusiva


Con la risposta ad interpello n. 469 del 2019 l’Agenzia delle Entrate ha escluso la natura elusiva/abusiva ex art. 10-bis, l. n. 212 del 2000, di una complessa operazione di riorganizzazione aziendale così riassumibile:

  1. cessione da parte della società Alfa a due newco di due rami di azienda;
  2. cessione delle partecipazioni detenute nelle newco al fondo di investimento immobiliare Beta gestito da Gamma SGR e di cui la società Alfa è unico quotista;
  3. cessione degli immobili strumentali al fondo Beta;
  4. cessione al fondo Beta di alcuni immobili strumentali da parte del fondo Delta, fondo di investimento immobiliare gestito da Gamma SGR e di cui la società Alfa è unico quotista.

Il tema dell’elusività/abusività si poneva con riferimento al comparto dell’imposta di registro, dato che ai fini delle imposte indirette, la cessione di ramo d’azienda è soggetta ad imposta di registro in misura proporzionale. Pertanto, la scissione della cessione del ramo d’azienda contenente degli immobili in due separate operazioni (cessione dell’attività commerciale da un lato e degli immobili strumentali dall’altro) avrebbe potuto dar luogo ad un risparmio fiscale indebito pari alla differenza tra l’imposta di registro versata sulla cessione di azienda dalla società e quella da versare sull’intero compendio aziendale, comprensivo anche degli asset immobiliare.

Ebbene, l’Agenzia delle Entrate non ha ritenuto elusiva/abusiva l’operazione illustrata, in quanto il divieto di esercizio di attività d’impresa previsto per gli OICR avrebbe impedito la cessione al fondo Beta dell’intero compendio aziendale in luogo della partecipazione totalitaria di quote. In altre parole, la società Alfa non avrebbe potuto porre in essere una cessione d’azienda unitaria a favore del fondo Beta che può acquisire solo beni immobili ovvero partecipazioni o quote di società.

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