News

16/06/2020

Scissione asimmetrica e decadenza dal regime di tassazione agevolato


La scissione asimmetrica comporta la decadenza parziale dall’agevolazione di cui all’art. 3, comma 4-ter, del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 364

Configura una causa di decadenza parziale dal beneficio di cui all’art. 3, comma 4-ter, del TUS, l’operazione di scissione parziale asimmetrica di una società di capitali le cui quote sono state ereditate da tre fratelli in comunione ereditaria. Questa è la conclusione a cui perviene l’Agenzia delle entrate con la risposta ad interpello n. 155 del 28 maggio 2020.

In particolare, il caso sottoposto all’attenzione dell’Ufficio trae origine dalla fruizione del regime di tassazione agevolato disciplinato dalla sopracitata disposizione, che prevede l’esenzione dal tributo successorio per i trasferimenti di quote sociali e di azioni. Tuttavia, si ricorda che la sopracitata legge contempla, quale presupposto per la concessione dell’agevolazione, la condizione che gli aventi causa proseguano l’esercizio dell’attività d’impresa o detengano il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, pena la decadenza del beneficio stesso.

Nel caso di specie, con l’istanza di interpello viene chiesto all’Ufficio se il beneficio di cui sopra sopravvive ad un’operazione di scissione parziale asimmetrica, in esito alla quale ciascun erede deterrebbe singolarmente il controllo delle società beneficiarie della scissione e, congiuntamente, il controllo della società scissa. Ciò che rileva, in particolare, è che l’operazione prospettata nell’istanza sarebbe posta in essere prima che sia decorso il quinquennio.

Gli istanti, a supporto della non decadenza del beneficio, precisano che l’esenzione in parola avrebbe trovato applicazione anche nell’ipotesi in cui il de cuius avesse realizzato in vita la predetta scissione ed avesse disposto per testamento l’attribuzione dell’intera quota di controllo di una singola società a ciascuno dei figli.

L’Amministrazione finanziaria, tuttavia, non condivide la soluzione proposta dagli istanti ed afferma, invece, che, per non incorrere nella decadenza dall’agevolazione, è necessario che sia lo stesso soggetto che ha beneficiato del regime di favore a mantenere o integrare una partecipazione di controllo nelle società che partecipano all’operazione straordinaria.

Sostanzialmente, l’Ufficio afferma che l’operazione di riorganizzazione prospettata dagli istanti non permetterebbe alla comunione ereditaria di mantenere o integrare il controllo delle società beneficiarie, atteso che ognuna di esse sarà totalmente partecipata da ogni singolo erede e gestita autonomamente da ognuno di essi. Si realizza, secondo il Fisco, il medesimo effetto giuridico che si determinerebbe in caso di scioglimento del vincolo della comunione, con conseguente suddivisione tra gli eredi delle partecipazioni di controllo in comproprietà.

Per tali ragioni, l’Agenzia ha ritenuto che l’operazione di scissione, descritta nell’istanza di interpello, configuri una causa di decadenza parziale dal beneficio, limitatamente alla parte di imposta sulle successioni e donazioni relativa alle quote di patrimonio netto scorporate dalla Società scindenda e confluenti nelle tre società beneficiarie.

scissione