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16/06/2020

No all' aliquota dell’11% sugli utili corrisposti a soggetti esteri


Inapplicabilità dell’aliquota dell’11% sugli utili corrisposti a soggetti esteri

Con la risposta ad interpello n. 156 del 28 maggio 2020, l’Agenzia delle entrate ha fornito rilevanti chiarimenti in materia di tassazione dei proventi corrisposti a fondi esteri.

Con il sopracitato documento, l’Agenzia delle entrate non soltanto conferma, per la prima volta, lo status del Regno Unito quale Stato extracomunitario ai fini delle imposte sui redditi, a partire dal 1 gennaio 2021, ma riconosce espressamente la spettanza dei benefici convenzionali al percipiente assoggettabile ad imposta, anche in modo potenziale, nel proprio Stato di residenza.

L’interpello, presentato da una società di gestione del risparmio autorizzata a gestire fondi alternativi, ha ad oggetto diversi fondi inglesi, che hanno costituito un veicolo di investimento collettivo (Authorised Contractual Scheme, in breve ACS), privo di personalità giuridica.

Viene precisato che, l’ACS non è soggetto passivo di imposta e, ai fini tributari, è considerato “trasparente”, con la conseguenza che, ogni suo partecipante è direttamente responsabile per le imposte relative alla quota di reddito conseguita per mezzo dello stesso veicolo.

Tra gli investimenti detenuti dall’ACS, vi sono anche azioni emesse da società fiscalmente residenti in Italia e, pertanto, si chiede all’Agenzia delle entrate quale sia il regime (interno e convenzionale) applicabile agli utili pagati da queste società all’ACS, sia nel 2020 sia a seguito della Brexit.

Nel merito, l’Ufficio rileva che l’art. 27 del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600, al secondo periodo del comma 3 prevede che “L’aliquota della ritenuta è ridotta all’11% sugli utili corrisposti a fondi pensione istituiti negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo”, precisando che la locuzione “sugli utili corrisposti” limiterebbe il beneficio a quelle distribuzioni in cui il percipiente diretto abbia natura di fondo pensione.

Nel caso di specie, dunque, è stato negato il beneficio in quanto l’ACS non è configurabile quale fondo pensione. Conseguentemente, su tali proventi le società e gli enti indicati nelle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 73 del Tuir dovranno operare la ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 26%. Per quanto concerne, poi, il regime convenzionale dei dividendi, l’Ufficio conferma i principi contenuti nel Commentario all’art. 1 del Modello OCSE, riconoscendo l’applicazione dei benefici ai fondi pensione partecipanti all’ACS. L’applicazione della ritenuta ridotta del 15%, prevista dalla Convenzione Italia-Regno Unito, è, tuttavia, subordinata al riscontro della qualifica di residente ai fini del Trattato, nonché della sussistenza di tutte le condizioni richieste per l’applicazione del regime convenzionale.

 

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