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16/06/2020

Versamento IRAP: chiarimenti dall’ Agenzia sulla cancellazione



L’agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 28/E del 29 maggio 2020 ha fornito chiarimenti in ordine all’applicazione dell’articolo 24 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, con specifico riferimento ai soggetti che esercitano la propria attività in periodi d’imposta non coincidenti con l’anno solare. Secondo l’interpretazione data dall’Ufficio al sopracitato articolo 24, non è dovuto il saldo IRAP relativo al periodo di imposta 2019, mentre è dovuto il relativo acconto.

L’acconto per il periodo d’imposta 2020 è dovuto al netto della I^ rata e, pertanto, è oggetto di versamento solo la II^ rata dell’acconto ed il saldo.

Inoltre, l’Agenzia delle entrate precisa che la norma non trova applicazione per alcune categorie, individuate dal successivo comma 2 dell’art. 24 del decreto-legge n. 34/2020.

Trattasi, in particolare, dei soggetti che determinano il valore della produzione netta secondo gli artt. 7 e 10-bis del d.lgs. n. 446 del 1997 (imprese di assicurazione, amministrazioni pubbliche ed enti pubblici), dei soggetti indicati nell’art. 162-bis del TUIR (banche ed intermediari finanziari), nonché dei soggetti con volume di ricavi o compensi superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge.

Quanto sopra esposto esplica i propri effetti anche con riferimento ai soggetti per i quali il periodo di imposta non coincide con l’anno solare, fermo restando le peculiarità legate a tale circostanza ed ai corrispondenti termini di versamento. Infatti, per i contribuenti con periodo d’imposta:

- coincidente con l’anno solare, il versamento del saldo relativo al periodo d’imposta 2019 deve avvenire entro il 30 giugno e quello per l’acconto per il periodo d’imposta 2020 entro il medesimo termine (prima rata dell’acconto) ovvero entro il 30 novembre (seconda rata dell’acconto);

- non coincidente con l’anno solare, invece, i versamenti devono avvenire entro l’ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta e l’ultimo giorno dell’undicesimo mese dello stesso periodo d’imposta (seconda rata dell’acconto).

Tuttavia, la disposizione in parola ha suscitato dubbi di legittimità costituzionale, derivanti da un qualche contrasto con l’art. 53 Cost. In primis, ci si interroga sul perché un intervento di questo spessore abbia interessato solo l’IRAP e non anche l’IRES e l’IRPEF che hanno pari scadenze.

In secondo luogo, non si comprende perché tale sconto trovi applicazione a prescindere da un crollo di fatturato. La norma, dunque, genera molti dubbi su cui è auspicabile un ulteriore intervento da parte dell’Agenzia delle entrate.

 

 

 

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