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19/01/2021

Transazione fiscale nelle crisi di impresa: istruzioni operative



Nell’ottica di favorire la ripresa produttiva e supportare gli operatori economici in difficoltà, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato nuove istruzioni tese a garantire una tempestiva gestione delle procedure di composizione della crisi.

Nello specifico, con la Circolare n. 34/E del 29 dicembre 2020, l’Agenzia delle entrate ha fornito nuove regole in materia di valutazione delle proposte di trattamento del credito tributario presentate dai contribuenti, che, pertanto, sostituiscono quelle sinora impartite al riguardo.

Considerato il crescente riscorso alla transazione fiscale nelle crisi d’impresa e, tenuto conto anche delle ripercussioni finanziarie sugli operatori economici determinate dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’Agenzia ha voluto creare una sorta di vandemecum, redatto sulla base delle recenti modifiche normative introdotte dalla legge n. 159/2020, sull’istituto della transazione fiscale, al fine di orientare ed uniformare il comportamento degli uffici su tutto il territorio nazionale.

Invero, dopo un breve excursus normativo, il documento di prassi fornisce indicazioni agli Uffici relativamente alla valutazione delle proposte di trattamento del credito tributario presentate dai contribuenti, soffermandosi altresì sui rapporti con i rappresentanti dell’imprenditore in stato di crisi e con il Commissario giudiziale.

La circolare si sofferma, altresì, sull’accordo di ristrutturazione dei debiti e sul concordato preventivo, ossia su quelle procedure cui il debitore può far ricorso, a seconda dei casi, ai fini della composizione della crisi di impresa, descrivendone la disciplina normativa, i requisiti di ammissibilità, gli oneri a carico dei soggetti interessati ed i relativi effetti.

Inoltre, l’Agenzia ricorda nel documento la rilevanza attribuita alla figura del professionista, al quale è stato progressivamente assegnato il compito di attestare, con rigore, competenza e trasparenza, la veridicità dei dati aziendali e l’attuabilità dell’accordo.

Nella circolare vengono pertanto illustrati gli elementi che devono essere necessariamente riportati nella relazione del professionista, la quale rappresenta per l’appunto il supporto su cui si fondano le valutazioni dei creditori in merito alle proposte di soddisfacimento dei crediti.

Di conseguenza, agli uffici è riconosciuta la possibilità di contestare gli elementi esposti nel piano solo qualora li stessi vengano considerati manifestatamente non veritieri o non sostenibili, corredando il giudizio di inattendibilità o insostenibilità con una rigorosa motivazione.

Infine, il documento in discorso si sofferma sulla condotta del contribuente, particolarmente rilevante ai fini della proposta transattiva nel caso in cui emergano comportamenti fraudolenti.

Fra le condotte illegalmente assunte, prese in considerazione dalla Circolare, vi rientrano: la simulazione di una cessione di asset aziendali; il compimento di atti liberali, come la remissione del debito, non giustificati; il perfezionamento di operazioni di riorganizzazione aziendale sospette, l’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti allo scopo di creare costi a carico dell’impresa.

Al contrario, i precedenti fiscali del contribuente non sono generalmente esaminati in sede di valutazione della proposta, tenuto conto del fatto che gli stessi sono ordinariamente oggetto di verifica nel corso delle attività di controllo formale e sostanziale.

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