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22/02/2021

“Reintestazione” in un trust estero revocabile e imposta su successioni e donazioni


La “reintestazione” al beneficiario di beni vincolati in un trust estero revocabile, a seguito della revoca dello stesso trust, non sconta l’imposta sulle successioni e donazioni

 

Con la risposta ad interpello n. 106 del 15 febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel caso di revoca di un trust estero (ritenuto a valle di una verifica fiscale “discrezionale, trasparente e revocabile” e fittiziamente interposto) il cui disponente coincida con il beneficiario, la riattribuzione (rectius, la “reintestazione”) dei beni a questi (la cui residenza estera era stata riattratta in Italia) non determina l’applicazione dell’imposta di successione e donazione, in quanto “l'assenza di un trasferimento intersoggettivo preclude l'applicazione dell'imposta di donazione per carenza del presupposto oggettivo […], mancando un trasferimento di ricchezza”. Ciò, nonostante l'imposta non fosse stata applicata nemmeno al momento della dotazione del trust.

Nella fattispecie, stante l'assenza di un trasferimento intersoggettivo, coincidendo il disponente e il beneficiario, non trova applicazione l'imposta di donazione per carenza del presupposto oggettivo, mancando un trasferimento di ricchezza.

Pertanto, è stata condivisa la soluzione interpretativa prospettata dall’Istante, in quanto è stato dimostrato il mero ri-trasferimento dei beni originariamente conferiti nel trust, e, in particolare, è stata dimostrata: i) l’identità soggettiva tra il formale disponente e il beneficiario che si identifica sempre nella persona dell'Istante; ii) l’identità oggettiva del patrimonio oggetto dell'atto di dotazione e dell'atto di (ri)trasferimento rappresentato che non è mai mutato qualitativamente nel periodo di intestazione al trust.

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