News

22/02/2021

Interessi dei buoni postali fruttiferi del non residente


Trattamento fiscale sugli interessi dei buoni postali fruttiferi percepiti da soggetto non residente

 

Con la risposta a interpello n. 109 del 15 febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in tema di trattamento fiscale degli interessi dei buoni postali fruttiferi percepiti da un soggetto non residente (in particolare, residente nel Regno Unito) che tuttavia era residente in Italia al momento dell’emissione.

Sul piano internazionale, la ripartizione della potestà impositiva tra Italia e Regno Unito è regolata dalla Convenzione contro le doppie imposizioni ratificata con l. 5 novembre 1990, n. 329. In particolare, con riferimento agli interessi, l'art. 11, par. 1, del Trattato stabilisce che «Gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente dell'altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato».

La norma convenzionale, quindi, attribuisce potestà impositiva a entrambi gli Stati contraenti. L'eventuale doppia imposizione che può derivare dalla tassazione concorrente è risolta attraverso il meccanismo del credito d'imposta, previsto dall'art. 24 del Trattato, riconosciuto dallo Stato di residenza.

La potestà impositiva italiana, in concorrenza con quella britannica, che viene riconosciuta sul piano convenzionale deve essere coordinata con la disciplina nazionale.

Nell'ordinamento interno, l'applicazione delle imposte sui redditi nei confronti dei non residenti è disciplinata dall'art. 23 del Tuir.

Pertanto, gli interessi e altri proventi derivanti dai buoni postali fruttiferi (collocati da Poste Italiane S.p.A. per conto dell'emittente Cassa Depositi e Prestiti S.p.A) sono soggetti ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, nella misura del 12,50 per cento, ai sensi del d.lgs. 1° aprile 1996, n. 239.

In generale, l'art.6, co. 1, primo periodo, del citato d.lgs. n. 239 del 1996 prevede il regime esenzione dall'applicazione dell'imposta sostitutiva sugli interessi derivanti, tra gli altri, dai buoni postali fruttiferi, qualora percepiti da soggetti residenti in Stati e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni.

Al riguardo, si rileva che il Regno Unito, Paese in cui l'istante dichiara di essere residente, fa parte degli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni. Tuttavia, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva sugli interessi derivanti dai buoni fruttiferi postali, l'art. 2, co. 3, del medesimo d.lgs. n. 239 del 1996 prevede che «Per i buoni postali di risparmio l'imposta sostitutiva è applicata dall'Ente poste italiane [ora Poste Italiane S.p.A.] conformemente a quanto disposto dall'art. 5, comma 2. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni su proposta del consiglio di amministrazione dell'Ente poste italiane, possono essere stabilite particolari modalità applicative della presente disciplina, anche agli effetti dell'art. 7».

Con il decreto interministeriale 23 dicembre 1998, n. 511 è stato adottato il «Regolamento recante modalità applicative dell'imposta sostitutiva di cui al decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, sui proventi dei buoni postali di risparmio». In particolare, per quanto riguarda il regime di esenzione, il co. 3 dell'art. 1 del citato Regolamento dispone che «Il regime di esenzione si applica solo nel caso in cui sia accertata la continuità del diritto fino dall'emissione del titolo» ed il successivo comma 4 che al «buono postale fruttifero non si applica un doppio regime fiscale». Il medesimo comma 4, inoltre, precisa, che «Qualora nel periodo di possesso del titolo mutano le condizioni in base alle quali è riconosciuto il diritto all'esenzione, tale diritto si esercita solo nel caso in cui l'attestazione di cui all'articolo 4 è acquisita dalla Poste italiane S.p.a. antecedentemente al verificarsi del mutamento».

Ai fini dell'applicazione del regime di esenzione, infatti, Poste italiane S.p.A. acquisisce, ai sensi dell'art. 4 del decreto interministeriale, l'attestazione rilasciata dalle competenti autorità fiscali del Paese in cui il beneficiario degli interessi sui buoni postali fruttiferi ha la residenza, dalla quale risulti la sussistenza della residenza in un Paese cd. white list.

Tale attestazione può essere acquisita anche all'atto del pagamento, sempreché dalla stessa risulti specificamente che la condizione di essere residente in un Paese white list non sia variata durante tutto il periodo in cui il beneficiario degli interessi sia stato intestatario dei buoni postali fruttiferi. Alla luce dell'inquadramento normativo e regolamentare illustrato, Poste Italiane S.p.A. applicherà l'imposta sostitutiva sugli interessi derivanti dai buoni postali fruttiferi in oggetto, in quanto l'Istante, al momento dell'emissione di tali titoli, era residente in Italia.

B F P