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08/03/2021

Base societaria derivante da costi dichiarati indeducibili: la Cassazione


 

La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza 2 febbraio 2021, n. 2224, ha stabilito come anche i costi indeducibili siano in grado di legittimare la rettifica nei confronti dei soci di una società a ristretta base partecipativa, sulla scorta del principio secondo il quale “i costi indeducibili vanno ad alterare il conto economico, che, una volta emendato da tale errore, comporta inevitabilmente ricavi maggiori e, quindi, un reddito maggiore rispetto a quello dichiarato”.

Precisa la Corte come i costi fiscalmente non deducibili siano per loro natura costi neutrali ai fini fiscali, nel senso che di essi non è dato tener conto ai fini della determinazione della base imponibile, la cui quantificazione è quindi da ritenere essere stata comunque alterata, con conseguente inevitabile ricaduta sulla quantificazione delle imposte.

Così disponendo, appare come se i costi ritenuti indeducibili determinino una formale alterazione del conto economico tale da meritare il medesimo trattamento rivolto ai ricavi non contabilizzati, ciò in totale difformità rispetto alle diposizioni in materia di reddito d’impresa.

Il risultato ottenuto è evidentemente una forzatura al pari del principio giurisprudenziale per cui, data la ristrettezza della base societaria, i maggiori ricavi accertati presso la società sono stati distribuiti ai soci.

Invero, utilizzando tale assunto il giudice investito della questione inverte la regola generale in materia di distribuzione dell’onere della prova. Pur non essendo in presenza di una presunzione legale relativa, sarebbe il contribuente, infatti, a dovere fornire prova idonea a vincere la presunzione.

favor rei