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03/06/2021

La prassi amministrativa sul trattamento fiscale dei dividendi derivanti dal fondo d’investimento


 

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello 19 aprile 2021, n. 258 torna sul tema del trattamento fiscale dei dividendi percepiti dal partecipante ad un fondo d’investimento fiscalmente trasparente.

Nel caso di specie, l’istanza è stata presentata da una fondazione di diritto privato fiscalmente residente in Svizzera, dotata di personalità giuridica e qualificata come soggetto passivo di imposta, nonostante goda di un regime di esenzione dalle imposte sui redditi.

L’istante offre coperture previdenziali ai dipendenti delle società aderenti e investe parte delle risorse finanziarie in società residenti in Italia, tramite un fondo di investimento di diritto elvetico fiscalmente trasparente, i cui redditi vengono imputati agli investitori secondo la quota di partecipazione a prescindere dalla effettiva distribuzione.

La fondazione interroga l’Agenzia circa il corretto trattamento fiscale dei dividendi corrisposti dalle società italiane. Quest’ultima chiarisce che il regime convenzionale non può essere applicato al fondo, ma potrebbe beneficiare della Convenzione. Alla luce dei principi Ocse, infatti, i partecipanti a un fondo che investe in Italia possono godere del trattamento convenzionale a condizione che gli utili di gestione siano loro imputati ai fini dell’imposizione nel rispettivo Stato di residenza.

Il trattamento convenzionale può essere riconosciuto solo qualora sussistano tutti i presupposti di applicazione del Trattato, ovvero la soggettività passiva (intesa come potenziale assoggettabilità a imposizione) del partecipante che deve essere anche beneficiario effettivo del reddito.

L’Agenzia aveva già chiarito, con la risposta n. 156 del 28 maggio 2020, che i partecipanti a un veicolo che investe in Italia possono godere del trattamento convenzionale, purché i proventi vengano assoggettati a tassazione nel proprio Stato di residenza.

 

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