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01/07/2021

Transazioni finanziarie e riorganizzazioni aziendali: le imposte


Imposta sulle transazioni finanziarie e riorganizzazioni aziendali

Con la risposta ad interpello n. 417 del 18 giugno 2021 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in tema di applicabilità dell’imposta sulle transazioni finanziarie nell’ipotesi di operazioni di “ristrutturazione aziendale”.

La fattispecie può essere così sintetizzata: i) conferimento e vendita di partecipazioni dalla società capogruppo (Beta) a una società del gruppo (Alfa), a esito dei quali Beta ha ricevuto una partecipazione pari al 70% di Alfa; ii) conferimento e vendita di partecipazioni da una ulteriore società (Gamma, con cui Beta stava sviluppando una partnership) alla stessa Alfa, a esito dei quali Gamma ha ricevuto in contropartita una partecipazione pari al 30% di Alfa.

L’istante ha chiesto se, per entrambe le transazioni, trovasse applicazione l’esclusione dalla Tobin Tax prevista dall’art. 1, co. 494 lett. d) della L. 228/2012 (legge di stabilità 2013), a mente del quale l’imposta non si applica “alle transazioni ed alle operazioni tra società fra le quali sussista il rapporto di controllo” di cui all’art. 2359, commi primo, n. 1) e 2), e secondo c.c., “ovvero a seguito di operazioni di riorganizzazione aziendale effettuate alle condizioni indicate nel decreto di cui al comma 500”.

Le modalità di attuazione delle norme previste dall'art. 1, commi da 491 a 500, della legge di stabilità 2013, sono state definite con un decreto ministeriale, pubblicato nella G.U. n. 50 del 28 febbraio 2013. L'art. 15, co. 1, lett. g) del D.M. esclude dall'ambito di applicazione dell'imposta, tra l'altro, "il trasferimento di proprietà degli strumenti di cui al comma 491 (...) tra società fra le quali sussista un rapporto di controllo di cui all'articolo 2359, commi primo, n. 1) e 2), e secondo del codice civile o che sono controllate dalla stessa società". Inoltre, la successiva lettera h) del medesimo articolo 15 prevede - quale ulteriore causa di esclusione - che l'imposta de qua non si applichi, tra l'altro, al " trasferimento di proprietà degli strumenti di cui al comma 491 (...) derivanti da operazioni di ristrutturazione di cui all'articolo 4 della direttiva 2008/7/CE del Consiglio del 12 febbraio 2008, nonché le fusioni e scissioni di organismi di investimento collettivo del risparmio".

Secondo quanto previsto dall’art. 4 della richiamata direttiva, le operazioni di ristrutturazione escluse riguardano “a) il trasferimento da parte di una o più società di capitali della totalità dei loro patrimoni, o di uno o più rami della loro attività, a una o più società di capitali in via di costituzione o già esistenti, a condizione che il trasferimento sia remunerato perlomeno in parte mediante titoli rappresentativi del capitale della società acquirente; b) l’acquisizione da parte di una società di capitali in via di costituzione o già esistente di quote sociali che rappresentano la maggioranza dei diritti di voto di un’altra società di capitali, a condizione che i conferimenti siano remunerati perlomeno in parte mediante titoli rappresentativi del capitale della precedente società. Se la maggioranza dei diritti di voto è raggiunta in seguito a due o più operazioni, solo l’operazione con la quale è raggiunta la maggioranza dei diritti di voto e le operazioni successive sono considerate operazioni di ristrutturazione”.

Sulla base di questo quadro normativo, l’istante riteneva che per entrambe le transazioni fosse esclusa l’applicazione della Tobin Tax, posto che il primo trasferimento rientrava nella nozione di trasferimento tra società fra le quali sussiste un rapporto di controllo, mentre il secondo si inseriva nell’ambito di una unitaria operazione di ristrutturazione volta a far divenire Alfa il veicolo per lo sviluppo della partnership tra Beta e Gamma. Inoltre non vi era alcuna modifica della compagine societaria e delle regole di governance.

L’Agenzia delle Entrate, per un verso, condivide la soluzione prospettata dal contribuente in merito all’esclusione dall’imposta dell’operazione con cui Beta conferisce e/o vende le partecipazioni a favore della Alfa; per altro verso, parzialmente disattende quanto proposto relativamente alle operazioni di conferimento/vendita tra Gamma e Alfa.

Per la qualificazione dell’operazione come ristrutturazione, infatti, le lettere a) e b) dell’art. 4 assegnano rilievo dirimente alla circostanza che la società acquirente remuneri (almeno in parte) l’oggetto dell’acquisto mediante titoli rappresentativi del proprio capitale: per escludere l’imposta, occorre dunque che la società venditrice non si limiti a essere remunerata da “sola cassa”, bensì partecipi (almeno in parte) al capitale delle società acquirente, che costituisce la remunerazione dell’operazione di ristrutturazione. Tale circostanza, quindi, consente di escludere dall’ambito applicativo della norma quelle operazioni di “mera vendita”, vale a dire quelle operazioni in cui il corrispettivo che la società acquirente è tenuta a corrispondere alla società venditrice è rappresentato da valori mobiliari diversi dai titoli rappresentativi del capitale della prima.

Di conseguenza, gli atti di cessione stipulati tra Gamma e Alfa non sono esclusi dalla imposta sulle transazioni finanziarie ai sensi dell’art. 15, co. 1, lett. h) del D.M. 21 febbraio 2013, mentre lo sono i conferimenti, in quanto rientranti tra “le operazioni successive” rispetto a quelle che hanno consentito alla società conferitaria di raggiungere la maggioranza dei diritti di voto delle società oggetto di conferimento di partecipazioni societarie.

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