News

29/11/2021

Crediti inesistenti e non spettanti: i chiarimenti della Corte di Cassazione


Crediti inesistenti e non spettanti: i chiarimenti della Corte di Cassazione

Con le sentenze nn. 34444 e n. 34445 del 16 novembre 2021 la Corte di Cassazione ha (finalmente) chiarito la differenza che intercorre tra la nozione di credito inesistente e credito non spettante.

Le controversie avevano ad oggetto alcuni atti di recupero del credito d’imposta notificati a due società contribuenti. La questione principale dei contenziosi ruotava sulla qualificazione dei crediti come non spettanti o inesistenti, da cui derivava il differente termine di accertamento.

Giunti in cassazione entrambi i diversi procedimenti, la Suprema Corte ha fornito una soluzione interpretativa comune ad entrambi.

In particolare, la Corte di Cassazione, ponendosi espressamente in contrasto con i precedenti della stessa Corte (si vedano Cass. n. 10112/2017, n. 19237/2017, n. 24093/2020 e n. 354/2021), ha chiarito che nell’ordinamento tributario sussiste la bipartizione tra credito non spettante e credito inesistente.

La Corte di Cassazione rileva che la definizione di credito inesistente si ricava dall’art. 13, co. 5, d.lgs. n. 471/1997, come novellato nel 2015, secondo cui si considera tale il credito in relazione al quale manca, in tutto o in parte, il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non sia riscontrabile attraverso i controlli di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 e all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.

Devono dunque ricorrere entrambi i requisiti per considerare inesistente il credito:

- deve mancare il presupposto costitutivo (ossia, quando la situazione giuridica creditoria non emerge dai dati contabili, finanziari o patrimoniali del contribuente);

- l’inesistenza non deve essere riscontrabile attraverso controlli automatizzati o formali o dai dati in anagrafe tributaria.

Ne deriva, a contrario, che se manca uno di tali requisiti, il credito deve ritenersi non spettante.

In definitiva, perché un credito sia qualificabile come “inesistente”, è necessario che lo stesso sia ancorato ad una dimensione "non reale" o "non vera", ossia priva di elementi giustificativi fenomenicamente apprezzabili, se non anche con connotazioni di fraudolenza.

Cassaz