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01/12/2014

Conversione di imposte anticipate in crediti di imposta per imprese del settore bancario


La Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 92, torna ad occuparsi della conversione delle imposte anticipate (DTA) in crediti di imposta per una impresa del settore bancario. In primo luogo, chiarisce che le DTA iscritte, secondo corretti principi contabili, nel rendiconto sulla gestione degli amministratori redatto ex articolo 2487-bis del codice civile (relativo al periodo tra l'inizio dell'esercizio e l'inizio della fase di liquidazione) sono rilevanti ai fini del regime di trasformazione in caso di perdita di esercizio o di perdita fiscale. Infatti il rendiconto di cui all'articolo 2487-bis del codice civile assume la forma ed il contenuto di un vero e proprio bilancio di esercizio infrannuale e, in quanto approvato da parte dell'assemblea dei soci, assume valenza anche sul piano fiscale, ai sensi dell'articolo 182 del TUIR. Inoltre, ribadendo quanto già affermato nella circolare n. 37/E del 2012, chiarisce che le DTA iscritte nel predetto rendiconto e non trasformate in crediti prima dell'ingresso nella fase di liquidazione possono essere trasformate in crediti d'imposta solo in sede di bilancio finale di liquidazione e di dichiarazione dei redditi definitiva. Infine, la cessione pro soluto di crediti: da un lato, non implica la deduzione, nel periodo di imposta in cui avviene, dei residui diciottesimi di svalutazioni di crediti non ancora dedotte; dall’altro, non determina la formazione di DTA convertibili in crediti di imposta in quanto genera imposte anticipate afferenti ad un componente negativo (la perdita su crediti) non deducibile in più periodi di imposta ai fini delle imposte sui redditi, ma interamente nel periodo in cui avviene la “derecognition”dei crediti, ai sensi dell’art. 101, comma 5 TUIR.