News

01/12/2014

Stabilità 2015, principali novità in materia di imposte dirette


Il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre ha approvato il disegno di Legge di Stabilità per il 2015 (AC 2679), che è attualmente all’esame del Parlamento. Si descrivono brevemente le principali novità proposte dallo schema di Legge, la cui entrata in vigore è prevista per il 1 gennaio 2015, con particolare riguardo alle novità in materia di imposte sui redditi aventi maggiore impatto sulla fiscalità finanziaria. 

NOVITA’ IN MATERIA DI IRAP – ART. 5 D.D.L. STABILITA’ 2015
Per effetto della introduzione del comma 4-octies nell’articolo 11 del D.Lgs. n. 446/97, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, è ammessa la deduzione integrale, agli effetti IRAP, del costo complessivo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato. La deduzione opera unicamente nei confronti dei soggetti di cui agli articoli 5, 5-bis, 6, 7, 8 e 9 del D.Lgs. n. 446 del 1997 (tra cui società di capitali, banche, assicurazioni). Dovrebbero essere inclusi anche i soggetti non residenti, per le attività commerciali svolte in Italia mediante stabile organizzazione, ancorchè compresi nell’art. 10, per effetto del richiamo, ai fini della determinazione della base imponibile di tali soggetti, agli artt. 5 e seguenti. Lo stesso dovrebbe valere anche per gli enti non commerciali per le eventuali attività commerciali esercitate. 
La riduzione delle aliquote, che era stata disposta dai commi 1 e 4 dell’articolo 2 del D.L. n. 66 del 24 aprile 2014, è abrogata con decorrenza dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, e rimane applicabile la previgente aliquota (3,9 per cento, per le società di capitali non bancarie o assicurative; 4,65 per cento, per le banche; 5,9 per cento, per le assicurazioni). 

INNALZAMENTO DELLA ALIQUOTA DI IMPOSIZIONE DELLE FORME PENSIONISTICHE E DELLA RIVALUTAZIONE DEL TFR – ART. 44, COMMI 1 - 5, D.D.L. STABILITA’ 2015
La aliquota della imposta sostitutiva sul risultato netto di gestione maturato in ciascun periodo di imposta dai fondi pensione è elevata, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, dall’11,5 al 20 per cento, per effetto di una modifica dell’art. 17 del D.Lgs. n. 252/2005. Inoltre, gli interessi e ogni altro reddito di capitale e i redditi diversi relativi a titoli di Stato italiani e esteri white list ed equiparati concorrono a formare il risultato della gestione in base al rapporto tra il 12,5 e il 20 per cento. Questo per evitare una penalizzazione dell’investimento indiretto in tali titoli, rispetto al caso di investimento diretto (soggetto ad aliquota del 12,50 per cento). La nuova aliquota del 20 per cento è applicabile già sul risultato maturato per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014. Per il 2014, viene introdotto un correttivo alla base imponibile, volto ad evitare che l'incremento di tassazione incida su posizioni già definite, ossia sui rendimenti maturati nel 2014 e compresi nei riscatti liquidati nel corso del 2014 (assoggettati alla minore aliquota pro tempore vigente), ed evitare che la maggiore aliquota successivamente introdotta gravi di fatto sugli altri iscritti. 
Sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto, decorrenti dal 1 gennaio 2015, l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi è elevata dall’11 al 17 per cento, al fine di armonizzare il livello di imposizione con quello previsto per il risultato maturato di gestione delle forme pensionistiche complementari.

INCREMENTO DELLA BASE IMPONIBILE DEI DIVIDENDI PERCEPITI DA ENTI NON COMMERCIALI – ART. 44, COMMA 26, D.D.L. STABILITA’ 2015 
La percentuale di esclusione da tassazione dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali (ad esempio, fondazioni e trust residenti) a decorrere dal 1 gennaio 2014 è ridotta dal 95 al 22,26 per cento, e quindi la quota imponibile aumenta dal 5 al 77,74 per cento, al fine di equiparare la tassazione di tali enti a quella delle persone fisiche. 

ESENZIONE PER I CAPITALI CORRISPOSTI DA POLIZZE VITA – ART. 44, COMMI 28 E 29, D.D.L. STABILITA’ 2015
L’art. 34, ultimo comma, del D.P.R. n. 601/73 dispone che i capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche. Nella nuova formulazione, in vigore per i proventi percepiti a decorrere dal 1 gennaio 2014, la norma fa adesso riferimento ai contratti di assicurazione sulla vita “a copertura del rischio demografico”. Pertanto, la esenzione è concessa solo sulla parte di capitale corrisposta a fronte del premio messo a copertura del rischio demografico. Quindi, in caso delle temporanee caso morte, essendo la copertura del rischio demografico pari al 100 per cento, il capitale corrisposto sarà totalmente esente; in caso di polizze miste, solo il capitale corrisposto a copertura del rischio demografico sarà esente, mentre il capitale residuo sarà soggetto alle disposizioni previste dall’articolo 45, comma 4, del TUIR.
  
“BLACK LIST” AI FINI DELLA INDEDUCIBILITA’ DEI COSTI – ART. 44, COMMA 40, D.D.L. STABILITA’ 2015 
Ai fini dell’applicazione della indeducibilità dei costi da operazioni intercorse tra imprese residenti e imprese domiciliate in Stati o territori “black list”, di cui all’articolo 110, comma 10, TUIR, nelle more della emanazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 168-bis TUIR, l’individuazione dei regimi fiscali privilegiati è effettuata mediante apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che farà esclusivo riferimento alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni. Attualmente si fa riferimento alla “black list” di cui al D.M. del 23 gennaio 2002.