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24/11/2014

Cessione di quote di fondi mobiliari chiusi, chiarimenti sul sostituto d’imposta


L’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 101/E del 19 novembre 2014, ha chiarito quale sia il soggetto che assume il ruolo del sostituto d’imposta in presenza di cessione di quote o azioni di fondi mobiliari chiusi.
L’Agenzia ha innanzitutto ricordato che, ai sensi dell’art. 26-quinquies del DPR 600/72, i soggetti che sono tenuti ad applicare la ritenuta sui redditi di capitale di cui all’art.44, comma 1, lett. g del Tuir che derivano dalla partecipazione ad organismi d’investimento collettivo del risparmio (OICR) di diritto italiano e ai lussemburghesi storici, diversi dagli OICR immobiliari, ivi compresi i fondi mobiliari chiusi, sono le società di gestione del risparmio (SGR) che hanno istituito i fondi, la SICAV o la SICAF.
Pertanto le SGR applicano le ritenute sui proventi periodici e su quelli che derivano dal rimborso o dalla liquidazione delle quote. Con riguardo poi ai fondi lussemburghesi storici collocati in Italia, il sostituto d’imposta è il soggetto residente incaricato del collocamento delle quote.
In ipotesi di negoziazione delle quote il sostituto d’imposta è il soggetto residente (SGR oppure altro intermediario) che viene incaricato dal sottoscrittore della loro negoziazione.
Se, invece, si tratta di quote detenute da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, i redditi percepiti senza l’intervento di un intermediario devono essere dichiarati e tassati direttamente dal contribuente interessato nella denuncia dei redditi annuale, corrispondendo un’imposta sostitutiva con l’aliquota pari a quella della ritenuta definitiva che sarebbe stata applicata dal sostituto d’imposta (in concreto il 26%). Questa fattispecie può verificarsi in ipotesi di cessione di quote nominative e la SGR interviene solo per l’annotazione del trasferimento nel registro dei partecipanti, poiché la cessione avviene ai sensi dell’art. 2022 c. c..
In caso di cessione di quote al portatore di valore almeno pari a mille euro, per la quale l’intervento dell’intermediario è obbligatorio, a norma della legge antiriciclaggio (art. 49 del D. Lgs. 231/2007), il sostituto d’imposta interessato, che può essere anche una SGR, applica la ritenuta prevista.
L’Agenzia ha ricordato inoltre che, mentre il reddito di capitale è determinato calcolando la differenza (positiva) tra valore di riscatto o di vendita delle quote e costo medio ponderato delle quote medesime, la negoziazione delle quote può generare anche redditi diversi costituiti dalla differenza tra quanto percepito in sede di cessione delle quote ed il costo di acquisto, al netto dei redditi di capitale come sopra determinati.
Ai redditi diversi è possibile applicare il regime c.d. amministrato che costituisce il regime “naturale” in cui viene a trovarsi il contribuente, salvo che rinunci espressamente allo stesso. In quest’ultima situazione , in presenza di minusvalenze conseguite, l’intermediario (la SGR emittente le quote in caso di collocamento diretto oppure il collocatore presso il quale sono depositate le quote) è tenuto al rilascio della certificazione attestante le minusvalenze.

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