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22/07/2014

Regime fiscale dei fondi di investimento alternativi


L’Agenzia delle entrate, con circolare n. 21/E del 10 luglio 2014, ha fornito importanti chiarimenti in relazione alla disciplina fiscale applicabile agli organismi d’investimento collettivo del risparmio (OICR) a seguito dell’emanazione del D. Lgs. n. 44 del 4-3-2014 che ha recepito la Direttiva comunitaria 2011/161/UE (c.d. Direttiva AIFM – Alternative Investment Fund Managers)) sui gestori dei fondi d’investimento alternativi (GEFIA).

 

Premessa

In estrema sintesi, i fondi d’investimento alternativi (FIA) sono fondi che raccolgono denaro da investitori per scopi di investimento ma che non hanno la necessità di ottenere l’ autorizzazione prevista dalla Direttiva UCITS IV come gli ordinari OICVM. I GEFIA, tra i quali sono comprese le SGR, in applicazione della Direttiva AIFM, possono istituire o gestire FIA in tutti i Paesi UE senza particolari vincoli, utilizzando il c.d. passaporto del gestore, e senza che vi sia l’esigenza di costituire una sede fissa nel Paese dove è stato istituito il fondo alternativo. Pertanto, se una SGR desidera istituire un fondo alternativo in uno Stato UE ha soltanto l’onere di farsi rilasciare l’autorizzazione dalle autorità del proprio Paese di residenza che eserciteranno anche l’attività di vigilanza sul fondo.

 

SICAF

Per quanto concerne il regime fiscale degli OICR, innanzitutto si sottolinea che il D. Lgs. 44/2014 ha introdotto nell’ordinamento italiano la Società di Investimento a Capitale Fisso (SICAF) che, secondo la definizione che ne dà il TUF, è un OICR chiuso, costituito in forma di società per azioni a capitale fisso, con sede legale in Italia e che ha per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta delle proprie azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi.

Alla SICAF che investe in immobili si applica la normativa fiscale prevista per i fondi comuni d’investimento immobiliare, mentre se la SICAF investe in strumenti mobiliari si applicano le disposizioni stabilite per le SICAV.

 

Sostituto d’imposta

Nell’ipotesi in cui una SGR estera che svolge la propria attività in Italia in regime di libera prestazione di servizi e che ha istituito o gestisce un OICR in Italia, il soggetto tenuto all’applicazione della ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al fondo è la SGR estera medesima oppure un rappresentante fiscale nominato dalla società di gestione (cfr. art. 26 quinquies, comma 6-bis del DPR 600/73). Invece, in ipotesi di negoziazione delle quote o azioni di OICR, la ritenuta deve essere applicata dall’intermediario residente che abbia ricevuto dal sottoscrittore l’incarico della negoziazione. Se i redditi sono percepiti senza l’intervento di un intermediario incaricato, deve essere il contribuente a dichiarare i proventi incassati nella denuncia dei redditi annuale e a tassarli con la medesima aliquota d’imposta che sarebbe stata applicata dal sostituto d’imposta, qualora presente.

Inoltre, nel caso in cui le quote o le azioni siano immesse in un sistema di deposito accentrato, l’onere di applicare la ritenuta è posto a carico dell’intermediario residente presso il quale sono depositati gli strumenti finanziari e che aderisce al sistema accentrato, oppure è a carico dei soggetti non residenti aderenti al sistema di deposito accentrato. In ipotesi di sistemi esteri di deposito accentrati, l’intermediario non residente aderente deve nominare un rappresentante fiscale residente che provvede agli adempimenti tributari.

A proposito della SGR estera che istituisce o gestisce un fondo in Italia mediante lo strumento del passaporto del gestore, occorre sottolineare che questa situazione non implica necessariamente che la predetta SGR abbia costituito una stabile organizzazione in Italia. Ma se questo accadesse, è la stabile organizzazione in Italia ad accollarsi il compito di operare la ritenuta sui proventi derivanti dalla partecipazione al fondo istituito in Italia dalla SGR estera.

In relazione a quanto appena scritto, l’Agenzia ha ribadito che la residenza fiscale degli OICR italiani e esteri è nello Stato dove l’OICR è stato istituito, a nulla rilevando il luogo di residenza del gestore del fondo. Pertanto, in pratica può avvenire che un OICR istituito in Italia sia ivi residente fiscalmente, mentre la relativa SGR risieda in altro Paese UE.