Attualità

13/01/2017

SCAMBIO DI INFORMAZIONI,ATTIVITÀ FINANZIARIE E TRUST


Il Gruppo di studio Trust e Common Reporting Standard presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, con documento del 29 dicembre 2016, seguendo le linee guida fornite dall’OCSE (comunicato stampa del 22 dicembre 2016) in materia di scambio automatico di informazioni, ha fornito una analisi completa sugli obblighi di reportistica dei trust e dei trustee. Il trust potrà essere, emerge dall’analisi, coinvolto nella procedura di scambio sia come “istituzione finanziaria”, direttamente soggetta agli obblighi di reportistica, sia come “entità non finanziaria passiva”. In tal caso, le attività finanziarie del trust depositate, amministrate o gestite da altre istituzioni finanziarie sono oggetto di comunicazione da parte di queste ultime. In entrambe situazioni esposte, la comunicazione è trasmessa allo Stato di residenza dei soggetti che siano i disponenti, i protettori, i trustee, i beneficiari e gli altri soggetti che esercitano un controllo effettivo sul trust. Si considerano sempre beneficiari i soggetti che hanno diritto di ricevere una distribuzione obbligatoria; i beneficiari che hanno diritto di ricevere una distribuzione discrezionale sono “comunicati” solo nell’anno in cui la distribuzione viene effettuata o è effettuabile nel caso in cui il trust sia una istituzione finanziaria, mentre nel caso in cui il trust sia una entità non finanziaria passiva solo qualora la legislazione domestica del segnalante abbia esercitato una specifica opzione. La qualificazione del trust come istituzione finanziaria o come entità non finanziaria passiva incide sulle informazioni che verranno comunicate.

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