Attualità

07/02/2017

CESSIONE DI QUOTE NON RIQUALIFICABILE


La Corte di Cassazione con la sentenza 27 gennaio 2017, n. 2054 ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può riqualificare un atto quando la situazione alternativa che intende contestare, pur essendo paragonabile sotto un profilo economico, ha differenti conseguenze giuridiche. L’Agenzia delle entrate riqualificava alcuni atti relativi ad operazioni straordinarie pretendendo così la maggiore imposta di registro. Nello specifico, venivano costituite società nelle quali erano conferiti dei rami di azienda. Le quote delle neo costituite società venivano, in seguito, cedute ad altre società. L’amministrazione riteneva che fossero state attuate cessioni di ramo d’azienda e non cessioni di quote, e liquidava così le relative imposte, oltre interessi e sanzioni.

La decisione in questione appare particolarmente interessante poiché suggerisce uno spunto difensivo per contestazioni simili, ove occorre rilevare che, fermo restando l’obbligo di motivazione a carico dell’Ufficio, il contribuente potrà giustificare le proprie scelte anche alla luce delle differenti responsabilità, rischi e costi che possono conseguire da una tipologia contrattuale rispetto ad un’altra. Invero, la Cassazione ha osservato come la riqualificazione operata dall’Ufficio non considera in realtà gli effetti giuridici (extrafiscali) delle operazioni.

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