Attualità

30/03/2017

F24 A SALDO ZERO E RAVVEDIMENTO OPEROSO


Con la Risoluzione n. 36/E del 20 marzo 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle modalità applicative dell’istituto del ravvedimento operoso, di cui all’art. 13, d.lgs. n. 472 del 1997, nell’ipotesi di omessa o ritardata presentazione del modello F24 a saldo zero.

Ebbene, l’Agenzia delle Entrate, dopo aver brevemente illustrato il quadro normativo afferente la compensazione tributaria di cui all’art. 17, co. 1, d.lgs. n. 241 del 1997, ha chiarito che “Ai sensi dell’articolo 15, comma 2-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, per l’omessa presentazione del modello di versamento contenente i dati relativi alla compensazione, si applica la sanzione di euro 100, ridotta a euro 50 se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi. Detta disposizione – che è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2016 – è stata introdotta dall’articolo 15, comma 1, lett. q), n. 2), del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 158, al fine di ricondurre nel corpo del decreto legislativo n. 471 del 1997 la sanzione per l’omessa presentazione del modello F24 a zero, prima disciplinata dall’articolo 19, comma 4, del decreto legislativo n. 241 del 1997 (che è stato, conseguentemente, abrogato dall’articolo 32, comma 2, lett. c), del medesimo decreto legislativo n. 158 del 2015)”.

Ciò premesso, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, anche nel caso di specie, “è possibile regolarizzare la violazione commessa mediante l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, presentando il modello F24 a zero – nel quale sia indicato l’ammontare del credito e le somme compensate – e versando la sanzione in misura ridotta”.

All’interno del documento di prassi in commento sono indicati, dettagliatamente, gli importi da corrispondere a titolo di sanzione, come ridotti in base alla norma sul ravvedimento operoso.

 

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