Attualità

11/05/2017

CONFERIMENTO IN TRUST NON TRASLATIVO


In data 7 aprile 2017, sul sito dell’ESAs (European Supervisory Authorities), è stato pubblicato un documento dal titolo “Orientamenti congiunti sulle caratteristiche di un approccio alla vigilanza basata sul rischio nel settore della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e della lotta al finanziamento del terrorismo, e sulle disposizioni da adottare ai fini della vigilanza basata sul rischio”. Gli orientamenti congiunti illustrano la posizione delle Autorità di vigilanza europee (AEV) sulle prassi di vigilanza adeguate all’interno del Sistema europeo di vigilanza finanziaria od alle modalità di applicazione del diritto dell’UE in un particolare settore. In tal senso, le Autorità nazionali competenti sono tenute a conformarsi a detti orientamenti congiunti ed, entro il 7 giugno 2017, a comunicare alla rispettiva AEV se sono conformi o se intendono conformarsi agli orientamenti in questione. Nell’ambito dei requisiti relativi alla vigilanza antiriciclaggio basata sul rischio cui devono attenersi le Autorità competenti, si evidenzia – tra l’altro – il principio di proporzionalità alla luce del quale la portata delle informazioni richieste e la frequenza e l’intensità dell’impegno di vigilanza e del dialogo con un’impresa (intesa come ente creditizio o finanziario) devono tener conto della natura e delle dimensioni dell’impresa ed essere commisurate ai rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo individuati.

Nella fase di individuazione dei citati rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, il documento elenca una serie di fattori di rischio, tra cui si evidenziano i collegamenti in cui i titolari effettivi dell’impresa hanno sede in un altro Stato membro o in un Pese terzo. Con riguardo ai fattori di rischio di portata settoriale, “le autorità competenti dovrebbero avere una buona comprensione dei fattori di rischio pertinenti per ciascun settore e comparto del sistema finanziario”.

Degno di rilievo è anche quanto indicato, ai fini di valutazione dell’impresa, sulle informazioni da ottenere sulla qualità delle strutture e dei processi di governance interna, incluse l’adeguatezza e l’efficacia delle funzioni di audit e di controllo della conformità, il livello di conformità con gli obblighi legali e regolamentari in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo nonché l’efficacia delle relative politiche e procedure. Altro elemento, ritenuto importante, è quello attinente alla cultura aziendale in particolare delle “cultura della conformità”.

 

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