Attualità

30/07/2019

L'Amministrazione finanziaria in tema di residenza fiscale


La prassi dell’Amministrazione finanziaria in tema di residenza fiscale

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a istanza di interpello 25 giugno 2019, n. 203, si esprime nuovamente sulla determinazione della residenza fiscale ponendo a confronto la normativa domestica con quella di matrice convenzionale.

Pur non sussistendo una indicazione ufficiale nel merito della vicenda, i principi evidenziati nel documento sono quelli per cui, nel momento in cui esista per la maggior parte del periodo d’imposta uno degli elementi previsti dall’art. 2 del TUIR per considerare la persona quale un residente italiano (nella fattispecie, l’iscrizione all’Anagrafe della popolazione residente) e lo stesso avvenga nell’altro Stato in base alla normativa ivi vigente, il conflitto è risolto in base alle disposizioni della Convenzione che lega l’Italia all’altro Stato.

Nonostante l’ovvietà del principio, appare certamente favorevole lo sforzo profuso dall’Amministrazione finanziaria nella predisposizione del documento di prassi, ove in alcuni casi la giurisprudenza di Cassazione (sentenze nn. 21970 del 28 ottobre 2015 e 16634 del 25 giugno 2018) ha invece stabilito il contrario, ovvero che l’iscrizione all’Anagrafe della popolazione residente rappresenterebbe un dato formale di per sé sufficiente per stabilire la residenza italiana anche ai fini fiscali.

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